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Vuoi abortire? La tragica scorciatoia dell’«express center»
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A mio avviso basterebbero que­sti esempi per rimettere in di­scussione molte delle certezze che hanno caratterizzato questi ultimi trent'anni.

Giorni fa ho parlato con il pro­fessor William Saunders, bioeti­cista, membro a Washington del Consiglio sui Diritti Umani, con­sulente sui temi della famiglia, dell'aborto e dell'eutanasia del Presidente Bush. È anche mem­bro di diverse istituzioni inter­nazionali e insegna a Roma alla prima Facoltà di Bioetica istitui­ta nel mondo, quella all'Univer­sità Regina Apostolorum. Saun­ders è molto pessimista sulla si­tuazione in generale nel mondo in merito al dibattito sull'aborto. Gli ho chiesto quali sono le posi­zioni dei due candidati alla Casa Bianca, Barak Obama e John Mc­Cain e la sua risposta è stata chia­ra: «C'è un grande problema». Basti dire che la Planned Pa­renthood è la più grande orga­nizzazione abortista d'America, oltre 880 cliniche attive 24 su 24 sull'aborto, definita da Barak O­bama come «fondamentale per la difesa della libertà delle don­ne ». Questa organizzazione di­spone di molti mezzi finanziari e di una fitta rete di volontari. Ap­plicando le regole del marketing la Planned Parenthood ha aper­to numerosi 'express center' in tutto il Paese, appoggiandosi per­fino alla rete dei mega centri commerciali e vendendo, oltre a pillole abortive anche seducenti T-shirt, bigiotteria varia, gadgets e perfino profumate candele per ambienti. Perché il nome di 'ex­press center'? Perché la donna che lavora, ad esempio, a giudi­zio di questi manager dell'abor­to, hanno sempre più fretta, non possono perdere tempo, posso­no abortire grazie alla pillolina in meno di un'ora. Il Plan B impe­disce di fatto all'ovulo feconda­to d'impiantarsi nell'utero ma­terno. Un dato inquietante su tutti: quando ci fu l'uragano Ka­trina, la Planned inviò sul posto ingenti quantitativi di farmaci a­bortivi, compreso un kit con­traccettivo per l'emergenza. Sa­pete che c'è scritto su una delle magliette che si possono acqui­stare tramite il sito Internet? «Ho avuto un aborto».

Saunders ha poi sottolineato che ormai in molte culture occiden­tali si sta sempre più radicando il concetto che «l'aborto fa parte dei diritti fondamentali dell'uo­mo ». Questo avviene, a mio av­viso, perché si sta diffondendo un nuovo naturalismo che di­venta biologismo. Si vuole spie­gare la totalità della vita umana solo in termini chimici e fisici, di­menticando e togliendo lo spa­zio all'idea fondante della dignità dell'uomo. Siamo, dobbiamo es­sere, responsabili di quello che facciamo e di quello che avrem­mo potuto impedire. Non esiste solo la legge biologica, c'è anche una legge morale che non si può trasgredire senza nefaste conse­guenze per l'intera umanità. E non c'entra la religione, l'essere o meno credenti, avere o no fe­de. Sono elementi fondamenta­li di quel 'senso comune' che og­gi molti tendono a rimuovere per cecità intellettuale e per mero e­goismo.

A. Pamparana - Avvenire

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