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| Un secolo di probiotici |
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| Scritto da Administrator | |
| domenica 30 settembre 2007 | |
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Esperti a confronto, a Milano il 25 settembre, sul ruolo dei probiotici nella prevenzione. Lo spunto era una ricerca GFK Eurisko che sottolineava la crescente attenzione degli italiani per una sana alimentazione, che dimostrano un grande interesse per i prodotti salutistici come i probiotici, ma con idee ancora un po' confuse.
Sembra dunque che, almeno in Italia, non sia ancora affermata una reale cultura del probiotico e un'adeguata conoscenza delle sue rilevanti valenze scientifiche, nonostante nell'Europa orientale se ne faccia un uso ormai secolare e la ricerca se ne occupi da quasi cento anni. Infatti, come spiega Lorenzo Morelli, Ordinario di Biotecnologie di fermentazione, Facolt? di Agraria, Universit? Cattolica Sacro Cuore di Piacenza, "il primo rivoluzionario lavoro sui probiotici risale al 1908, quando il ricercatore ucraino Elia Metchnikoff stabil? l'esistenza di un'associazione tra la longevit? della popolazione bulgara e il consumo di prodotti a base di latte fermentato, contenenti lactobacilli". Da allora sono stati fatti molti passi avanti: soltanto nel 2006 sono stati pubblicati pi? di duemila lavori sull'argomento, a testimonianza di un interesse crescente che ha spinto l'OMS, la FAO, il Ministero della salute e alcune agenzie per la sicurezza alimentare dell'Unione Europea, ad elaborare apposite linee guida per fornire una definizione chiara e univoca di probiotico. Un'apposita commissione sta lavorando affinch?, a partire dal 2011, tutte le propriet? e le indicazioni riportate sulle etichette dei probiotici siano supportate da evidenze scientifiche a tutela del consumatore. Nell'attesa, per contrastare la scarsa regolamentazione dei claim dei prodotti, spetta dunque agli operatori sanitari fornire le giuste indicazioni circa il corretto impiego dei probiotici. Conferenza stampa, Milano 25 settembre |
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