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| Un probiotico chiamato George Clooney |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 05 ottobre 2009 | |
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Quando l'etichetta di un alimento o una bevanda recita: "Contiene probiotici" vuol dire che quel prodotto avrà un effetto benefico sulla nostra salute o che stiamo per cadere vittime di una strategia di marketing? Tutte e due le cose, sostiene un articolo del New York Times. Per probiotici si intendono batteri appartenenti a ceppi in grado di colonizzare il nostro apparato digerente entrando in simbiosi con noi e di svolgere un'azione benefica per il nostro sistema immunitario in cambio di ‘vitto e alloggio'. Sembra promettente, no? Il problema è che di batteri simili ne esistono moltissimi, e non tutti sono adatti a tutti i consumatori, per cui l'informazione "Contiene probiotici" di per sé non è sufficiente. "Un problema non da poco per il consumatore capire se quello che sta acquistando è il probiotico giusto per lui", spiega Shira Doron della Tufts University. E Gregor Reid, direttore del Canadian Research and Development Center for Probiotics la mette giù ancora più dura: "Dire che un prodotto contiene Lactobacillus è come dire che porterai a un party uno che si chiama George Clooney. Può darsi che sia l'attore, oppure potrebbe essere un 85enne di Atlanta che si chiama alla stessa maniera. Da ceppo a ceppo dello stesso batterio ci sono differenze enormi!". Fonte: Parker-Pope T. Probiotics: looking underneath the yogurt label. New York Times 29/09/2009.
david frati |
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