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Un chiarimento da BOIRON
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Nel suddetto articolo si parla di "avvelenamenti" registrati al centro Antiveleni dell'Ospedale Niguarda di Milano che sarebbero dovuti, per il 35% dei casi "a prodotti omeopatici". Tale dato non risponde affatto a verità ed è privo di qualsiasi riscontro sia statistico sia scientifico. In realtà, dal 1997 ad oggi, ossia nell'arco temporale di ben 10 anni, su un campione di oltre 100 milioni di pezzi venduti nel territorio italiano, è stato segnalato soltanto un (1) caso di presunta reazione avversa ad un medicinale omeopatico Boiron. In quell'unico caso è stato poi accertato che la reazione avversa non era nemmeno attribuibile al principio attivo omeopatico, bensì al conservante, utilizzato anche comunemente in medicinali non omeopatici.
Nell'articolo in questione si riferisce poi di due casi mortali che sarebbero stati segnalati dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito di un campione statistico di oltre 230 segnalazioni di reazioni avverse causate da prodotti naturali. Anche questo dato non trova conferma nei dati ufficiali pubblicati da AIFA, organo cui fa capo il sistema nazionale di farmacovigilanza. L'articolo in questione poi assimila tra loro e confonde le c.d. medicine non convenzionali, le medicine alternative i prodotti naturali con l'omeopatia.
In realtà, non è corretto includere l'omeopatia tra le medicine non convenzionali e/o tra le medicine alternative, così come non è corretto includere il medicinale omeopatico tra i prodotti naturali.
I prodotti omeopatici sono medicinali. I prodotti "naturali" no. Infatti i medicinali omeopatici sono da tempo riconosciuti e disciplinati dalla legge. La prima definizione di medicinale omeopatico si trova nel D.Lgs. 185/95 - con cui il legislatore italiano ha recepito la direttiva N.92/73/CE - e nel D.Lgs. 219/06, di attuazione della direttiva 2001/83/CE relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, sono state altresì rivisitate le procedure per la messa in commercio di tali medicinali e la pubblicità degli stessi. Inoltre, nel giugno del 2005 la regione Toscana ha inserito le prestazioni di omeopatia nei cosiddetti LEA Regionali, ossia i livelli minimi di assistenza. Quindi, dal 1995 in poi, in Italia, i medicinali omeopatici sono riconosciuti tali e regolamentati e in alcune regioni, le visite omeopatiche sono fornite dal Sistema Sanitario Nazionale.

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