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| Uccide così. E nessuno ne parla |
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C'è poi una donna morta solamente dopo la prima delle due pillole, la vera e propria Ru486, che uccide l'embrione in pancia, e ce n'è una cubana deceduta dopo un aborto solo con la seconda, il misoprostol, che induce le contrazioni e fa espellere l'embrione morto: evidentemente le cause scatenanti sono differenti.
Non si conoscono le cause della morte di tre, o forse quattro donne inglesi: di tre di esse si è saputo solamente nel corso di interrogazioni parlamentari, e ancora non si è riusciti a stabilire se la morte di una cittadina britannica denunciata all'Fda fa parte delle tre di cui sopra oppure no. Non si spiega neppure come mai una donna a Taiwan sia deceduta lo scorso dicembre per "porpora trombotica", dopo aver abortito con la Ru486. Forse invece è stata solo una spaventosa e irrefrenabile emorragia quella che ha ucciso Rebecca Tell Berg, svedese di 16 anni: un articolo pubblicato nell'ultimo numero di Annals of Pharmacotheraphy ipotizza un meccanismo farmacologico per cui potrebbe essere lo stesso mifepristone a causare un'emorragia eccessiva. Le morti da Clostridium, insieme alle altre infezioni incluse fra gli oltre mille eventi avversi segnalati all'Fda hanno posto il problema degli antibiotici: Didier Sicard (intervistato in questa pagina da è vita in una lettera al New England Journal of Medicine dell'aprile 2006 ha chiesto l'introduzione di prassi del trattamento antibiotico per le procedure di aborto medico. Il Dott. Baulieu, il padre della pillola abortiva, lo ha invece proposto solamente nel caso di uso vaginale del secondo farmaco. La Fda, l'ente farmacologico americano, da parte sua ritiene che in nessun caso debbano essere consigliati gli antibiotici perché percentualmente i rischi non compenserebbero i benefici. Ma anche fra i diversi enti farmacologici non c'è accordo: mentre l'Emea ha approvato la richiesta francese di abbassare il dosaggio della Ru486 dagli attuali 600 a 200 mg, l'americana Fda, stavolta in accordo con il Dott. Baulieu, aveva già pubblicamente sconsigliato l'uso di una dose ridotta di Ru486, proprio per la sua minore efficacia. Come deciderà l'ente italiano? D'altra parte non è vero che in Italia non ci siano stati problemi con l'aborto chimico: i giornali hanno riferito di una donna che, presa la pillola a Siena, è stata ricoverata al pronto soccorso del policlinico Gemelli a Roma per un'emorragia, e sottoposta ad intervento chirurgico. La dinamica e le eventuali responsabilità di questo episodio non sono mai state chiarite, nonostante un'interrogazione parlamentare. Non è la prima volta che queste domande sono poste. Aspettiamo che le autorità sanitarie italiane vi rispondano, almeno adesso che il dossier Ru486 è ufficialmente sul loro tavolo. |
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