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MILANO - Per cinque anni, dopo un incidente d’auto, è rimasto privo di coscienza in un letto di ospedale a Liegi, in Belgio. Stato vegetativo permanente, secondo la diagnosi. Adesso, grazie a nuovi e sofisticati test, il suo cervello ha rivelato tracce di attività in risposta alle domande dei medici. Minime, ma che faranno discutere sul piano etico e già indicano la strada per una revisione dei criteri di classificazione del coma. Il paziente belga non è il solo che ha cominciato a comunicare con l’esterno, dopo avere passato anni in una condizione che «rappresenta una possibile evoluzione del coma ed è caratterizzata dalla ripresa della veglia, senza contenuto di coscienza e consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante» (questa è la definizione di stato vegetativo che viene attualmente accettata ed è quella in cui si trovava Eluana Englaro). Continua su Corriere salute |
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