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(Adnkronos Salute) - Il più bel Natale quest'anno si celebrerà a San Venanzo, piccolo paesino di mille anime in provincia di Terni. E' lì che vive e oggi fa finalmente ritorno il 15enne a cui è stato impiantato, per la prima volta al mondo, un cuore artificiale permanente. Oggi l'adolescente, affetto da distrofia di Duchenne, malattia muscolare che non gli consente di sottoporsi a un normale trapianto di cuore, lascia l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma dove è stato operato il 30 settembre scorso per tornare a casa. Il Paese è già in festa e freme nell'attesa del ritorno di questo coraggioso quindicenne diventato nei mesi scorsi protagonista di un intervento eccezionale: a differenza di operazioni simili realizzate in precedenza nel mondo, il cuore artificiale che gli è stato impiantato non servirà da 'ponte' in attesa dell'arrivo di un cuore umano, ma lo accompagnerà per tutto il resto della sua vita. A casa "l'albero e il presepe non sono stati ancora fatti - spiega Rita, la madre del ragazzo che assieme al marito ha voluto incontrare i giornalisti per ringraziare pubblicamente l'ospedale capitolino - Abbiamo un altro bimbo, un piccolo di 8 anni, ma gli abbiamo chiesto di aspettare il ritorno del fratello prima di addobbare la casa per le festività. Per noi questo è senz'altro il più bel Natale". Amici e compagni di classe - il 15enne frequenta il secondo anno di liceo scientifico - sono stati allertati per il grande ritorno dal profilo su Facebook che l'adolescente ha aggiornato durante la lunga degenza, finestra costantemente aperta per non perdere il contatto con i coetanei e la vita di prima. La scuola, i libri, le interrogazioni, le chiacchiere in corridoio: presto, probabilmente già da gennaio, torneranno a scandire le sue giornate. Anche per l'ospedale Bambino Gesù oggi è un giorno da non dimenticare. E' stato allestito un piccolo buffet per salutare un paziente speciale: la commozione è alta, tangibile, c'è chi si nasconde dietro l'angolo per non far scorgere al 15enne le lacrime che rigano il volto. "Tanti, tantissimi i professionisti e i volontari che ci hanno aiutato e sostenuto in questi mesi e che non dimenticheremo mai - assicura Marsilio, il padre del ragazzo - Qui abbiamo trovato un'altra famiglia dove regnano calore e partecipazione oltre a grandi competenze e professionalità". "Quello di oggi è solo un arrivederci - aggiunge Rita - anche perché torneremo ogni lunedì per i controlli". Le speranze di questa famiglia e di questo coraggioso 15enne sono tutte racchiuse in un piccolo pezzo di titanio di 4 centimetri e dal peso di 400 grammi. Il rischio di coaguli "resta - spiega Giacomo Pongiglione, direttore del dipartimento di medicina cardiologica e cardiochirurgia pediatrica del Bambino Gesù - ma il ragazzo verrà monitorato, anche a casa sarà assistito dai professionisti della Asl locale". Il 15enne, intanto, si prepara per il gran ritorno. "Abbiamo avuto tanti inviti per il Natale, da amici e parenti - spiega la madre - ma lui ha detto che preferisce restare a casa, ha bisogno di riappropriarsi della suo quotidianità. E' entusiasta, felice di tornare alla sua normalità. Quando le cose vanno bene la vita di tutti i giorni ci appare scontata, tendiamo a sottovalutarla - riflette - ma quando la si perde diventa qualcosa di preziosissimo". Per questa donna il ritorno del figlio a casa è un dono immenso, "di Dio e di medici e professionisti a cui abbiamo affidato il nostro ragazzo" quando le speranze, per questa famiglia, sembravano ormai perdute. Anche oggi "mio figlio e noi genitori - spiega Rita - abbiamo consapevolezza del fatto che non si tratta di una guarigione piena, completa: il mio ragazzo è su una sedia a rotelle, ha bisogno di controlli continui. Ma il Bambino Gesù ha aperto una finestra piena di luce sulla sua vita, quando ormai le speranze sembravano perdute". "Ieri gli ho confidato che probabilmente mi sarei commossa lasciando l'ospedale - racconta Rita - lui mi ha detto: 'io no, mamma, non credo, sono troppo felice di tornare a casa'". Gli occhi di questo ragazzo, del resto, dicono tantissimo, più di mille parole. "I medici - prosegue la madre sorridendo - hanno detto che non avrebbe avuto bisogno nemmeno della visita di controllo prima di lasciare l'ospedale: il suo sguardo svelava gioia, ma rassicurava anche sulle sue condizioni fisiche". "La famiglia ci ringrazia - sottolinea il presidente dell'ospedale Giuseppe Profiti - ma siamo anche noi a esprimergli riconoscenza per il grande coraggio. Nei prossimi mesi - aggiunge - inizieremo a sperimentare cuori artificiali ancora più piccoli per fronteggiare casi altrettanto complessi. Quello che abbiamo eseguito su questo ragazzo potrebbe un giorno diventare un intervento di routine. Se ciò accadrà - sottolinea - è anche per il coraggio di queste persone che non andrebbe mai dimenticato". "Quello che noi ci auguriamo raccontando la nostra storia e riportando la nostra testimonianza - concludono i genitori del 15enne all'unisono - è che possa diventare motivo di speranza per chi si trova ad affrontare la malattia. Ci siamo affidati a Dio e al Bambino Gesù in un momento drammatico, in cui la speranza si alternava di continuo alla più cupa disperazione. Ora il peggio sembra passato e ci prepariamo a vivere la più bella favola di Natale". © ADN Kronos salute |
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