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| Scienziati giapponesi creano piastrine da cellule pluripotenti |
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(Adnkronos Salute) - Passi avanti verso lo sviluppo di piastrine a partire dalle cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), utilizzabili negli esseri umani. A testarle per la prima volta sui topi, dopo averle create in vitro, e a dimostrarne la funzionalità sono stati i ricercatori dell'università di Kyoto, protagonisti a San Diego (Usa) - dove è in corso il 53esimo Congresso annuale della American Hematology Society (Ash) - di una presentazione sui risultati ottenuti. "Nelle banche del sangue - ha spiegato Sou Nakamura, autore principale dello studio e scienziato del Centro per la ricerca sulle cellule iPS e sulle loro applicazioni dell'ateneo giapponese - c'è ancora oggi una carenza cronica di piastrine, perché, a differenza delle altre componenti ematiche, non possono essere congelate e conservate per un periodo prolungato di tempo. Le cellule iPS", che possono essere coltivate a tempo indeterminato e differenziarsi in una varietà di tipi di cellule del corpo, "sono una fonte promettente di cellule del sangue, incluse le piastrine, ma il limite principale fino a ora era stato l'assenza di un metodo che ne potesse creare un numero sufficiente e di alta qualità". Per risolvere il problema, Nakamura e il suo team hanno deciso di creare una linea cellulare con un gran numero di megacariociti (precursori delle cellule che si sviluppano in piastrine) a partire da cellule iPS umane. I ricercatori hanno verificato il funzionamento delle piastrine create con questo sistema, utilizzandole su topi con sistema immunitario compromesso: i dati ottenuti hanno confermato che avevano la stessa durata di vita di piastrine umane 'vere' iniettate nei topi. "Siamo di fronte a un entusiasmante sviluppo per la comunità scientifica che si occupa di questo tema - ha commentato l'autore senior dello studio, Koji Eto - perché questa metodologia ha dimostrato che le piastrine possono essere create in laboratorio da cellule umane iPS. Il prossimo passo sarà quello di condurre uno studio per determinare se possano funzionare nel corpo umano e, successivamente, fornire piastrine con una qualità e quantità predefinite che possano essere utilizzate per la terapia trasfusionale". © adnkronos.com/Salute - 19 dicembre 2011 |
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