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Un tentativo quello di non far coincidere l'"executive order" con la Marcia, interpretato come un segno di volontà di non andare allo scontro con gli antiabortisti. L'altra sera, nel 36esimo anniversario della sentenza Roe v Wade che ha legalizzato l'interruzione di gravidanza nel Paese, Obama è intervenuto con un comunicato sull'aborto. Nel messaggio il leader statunitense ha invitato a «trovare un punto di incontro » fra coloro che sostengono che l'aborto sia un diritto e coloro che lo negano. Tuttavia Obama ha ribadito con forza il suo pensiero: «Resto determinato a proteggere la libertà delle donne di scegliere». «Questo anniversario - ha aggiunto il presidente - ci ricorda che questa decisione non solamente protegge la salute delle donne e la libertà di riproduzione, ma simboleggia un principio più ampio: che il governo non si deve intromettere nelle questioni di famiglia più intime ». Le posizioni del nuovo inquilino della Casa Bianca fanno preoccupare i vescovi statunitensi. In un'intervista alla Radio Vaticana il vescovo di Orlando, monsignor Tho- mas Gerard Wenski ha detto che la Chiesa Usa «è preoccupata per il fatto che gli ideologi pro-aborto possano prevalere in Congresso e presentare a Obama una proposta di legge abortista più radicale». Ha quindi invitato i fedeli a mobilitarsi e a contattare i loro rappresentanti al Congresso per opporsi «a qualsiasi legge tesa a ampliare il diritto all'aborto». Le preoccupazioni riguardano il Foca (Freedom of Choice Act), che se approvato negherebbe ai singoli Stati il diritto di promulgare leggi che limitino la possibilità di abortire. Obama ha più volte detto che se la legge arrivasse sul suo tavolo vi apporrebbe la firma per la ratifica. Il Foca, ha spiegato il direttore del servizio informazione del Segretariato pro vita della Conferenza episcopale Usa, Emer McCarthy, «elimina quelle norme che tutelano la donna da un aborto; chiede a tutti gli Stati di consentire la nascita parziale ed ogni altro tipo di aborto a gravidanza avanzata». Inoltre violerebbe - per McCarthy - il diritto all'obiezione di coscienza di infermieri e medici. Alberto Simoni © Avvenire |
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