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Rispetto per la libertà di coscienza
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WASHINGTON, 2. «Proteggere le nostre coscienze»: con questo obiettivo le organizzazioni cattoliche negli Stati Uniti si stanno mobilitando per far sentire la loro voce sul tema della tutela della vita e della libertà coscienza. C’è di fatto insoddisfazione per le politiche federali legate alla riforma del sistema sanitario, che puntano ad agevolare l’accesso ai servizi di cura e di prevenzione per le donne ma che nascondono anche una maggiore facilità di ricorrere alle pratiche abortive. Su questo fronte si stanno appuntando da mesi gli interventi di critica dei vescovi, con i quali si richiamano le autorità al rispetto dei quei principi di libertà religiosa e di coscienza riconosciuti come fondanti della stessa nazione. Soprattutto le comunità parrocchiali sono chiamate a unirsi per fare pressione sugli organi legislativi affinché siano approvate le leggi che tutelano la libertà di coscienza delle persone che intendono rispettare i propri principi di fede. La Conferenza episcopale ha anche diffuso un appello sul sito in rete, contenuto in un messaggio del presidente, l’arcivescovo di New York Timothy Michael Dolan, che invita i fedeli e i cittadini in generale a rendere pubblico il loro disaccordo, soprattutto per quanto concerne la copertura delle spese per l’acquisto di farmaci abortivi contenuta nei piani assicurativi privati, che dal 2013 anche le organizzazioni religiose, con poche eccezioni (giudicate peraltro eccessivamente restrittive), saranno obbligate a garantire ai propri dipendenti. «Mai finora il Governo federale — evidenzia nel messaggio monsignor Dolan — aveva costretto le persone e le organizzazioni a servirsi di prodotti che violano le loro coscienze e questo non dovrebbe accadere in un Paese dove la libertà religiosa è al primo posto nel Bill of Rights. Per questo fate sì che i leader eletti sappiano che volete che la libertà religiosa e quella di coscienza siano ripristinate». L’organizzazione non-profit Chatolic Advocate ha lanciato una campagna nazionale, appellandosi ai fedeli affinché in tutte le parrocchie si promuovano iniziative per il rispetto del diritto alle libertà. La campagna, che ha come titolo «Protect Our Conscience» si rivolge, dunque, alle comunità parrocchiali, senza ignorare naturalmente le singole persone. «Ci sono negli Stati Uniti 17.782 parrocchie — ha sottolineato il presidente dell’organizzazione, Matt Smith — e se per ognuna di esse si producessero 115 lettere di appello da inviare ai rappresentanti politici al Congresso, si avrebbero oltre sei milioni di contatti su questo tema e potremmo inviare un messaggio potente che non può essere ignorato». La campagna prende di mira le nuove direttive emanate dal Department of Health and Human Services, guidato dal segretario Kathleen Sebelius che prevedono, appunto, l’adeguamento dei piani di assistenza sanitaria coperti dalle assicurazioni private, che stabiliscono la possibilità di utilizzare farmaci abortivi ma anche di ricorrere a interventi di sterilizzazione. L’obiettivo, ha specificato il presidente di Catholic Advocate, «è quello di avere almeno 100.000 fedeli che quotidianamente fanno sentire la loro voce ai deputati e senatori, per proteggere i diritti di quelle organizzazioni che sarebbero altrimenti costrette a coprire le spese per gli aborti e la sterilizzazione ». L’organizzazione, inoltre, «è alla ricerca di leader» all’interno delle parrocchie, che curino il buon esito dell’iniziativa. In un comunicato si evidenzia che numerosi vescovi hanno letto un appello durante la celebrazione delle messe nello scorso fine settimana. Le nuove politiche federali del Governo, si puntualizza, rendono ancora più urgente il sostegno per l’approvazione del Respect for Rights of Conscience Act, la proposta legislativa sul rispetto dei diritti di coscienza che riguarda principalmente gli operatori della sanità. Si tratta di un disegno di legge bipartisan che sostiene i diritti di coscienza per tutti coloro che offrono e acquistano un’assicurazione sanitaria. Come ha anche spiegato in un intervento il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston e presidente del Comitato per le attività pro-vita dell’episcopato, Daniel N. DiNardo, il disegno di legge «aiuterà ad assicurare che le nuove disposizioni della riforma sanitaria non vengano usate per violare la libertà religiosa e i diritti di coscienza di quanti offrono e acquistano una polizza sanitaria nella nostra nazione». La legge federale, ha concluso, «fino a questo momento, non ha mai impedito che quanti offrono e acquistano una copertura sanitaria possano negoziare una polizza conforme alle proprie convinzioni morali e religiose».

© Osservatore Romano - 2 febbraio 2012

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