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Rallentamento della diffusione del virus
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Almeno 65 milioni di persone nel mondo sono state vaccinate contro l'influenza pandemica A e finora nessun decesso ha potuto essere legato alla vaccinazione, ha affermato in settimana Marie-Paule Kieny, Direttrice dell'Iniziava per la Ricerca sui vaccini dell'Organizzazione mondiale della sanità. Nel corso della prima settimana di novembre, la vendita di antivirali ha raggiunto le 47 confezioni per 100 mila abitanti con una maggiore incidenza al Sud, cioè un valore più che doppio rispetto alla settimana precedente. Cresce anche la vendita di antibiotici (+41%) e analgesici (+95%). A questo proposito occorre ricordare che l'utilizzo di antibiotici è consigliato solo quando esiste un reale rischio di complicanze. Bisogna infatti sottolineare gli allarmanti dati diffusi dai Centri Europei per il Controllo delle Malattie (Ecdc), dai quali emerge che in tutta l'Unione Europea la resistenza agli antibiotici sta diventando un problema serio e comporti la morte di circa 25.000 persone l'anno. L'Italia, purtroppo, risulta tra i Paesi europei nei quali la resistenza agli antibiotici è più diffusa, ad esempio per la diffusione dello Stafilococco aureo resistente alla meticillina. L'OMS ha, infine, annunciato venerdì 20 novembre che la Norvegia ha individuato una mutazione del virus pandemico H1N1 in tre casi (in particolare in due persone decedute e in una grave) con maggiore aggressività a carico dei polmoni. Il virus con la mutazione, denominato D225G, rimane sensibile agli antivirali, oseltamivir e zanamivir, e gli studi mostrano che i vaccini pandemici attualmente disponibili offrono comunque protezione. Casi sporadici di mutazione del virus sono stati rilevati saltuariamente anche nei mesi scorsi in Brasile, Cina, Australia, Giappone, Messico, Spagna, Stati Uniti e Ucraina, dove l'influenza ha avuto una repentina diffusione. Secondo l'Istituto superiore di Sanità, però, la mutazione sporadica, verificatasi in un certo arco temporale, indicherebbe che questa variante non ha una grande capacità diffusiva. Ulteriori investigazioni sono in corso, ma al momento non ci sono dati che suggeriscano che le mutazioni stiano portando a un aumento delle infezioni o a un più alto numero di casi letali.

Fabrizio Pregliasco

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