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| "Fuggire" dal carcere leggendo. O ridendo |
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MILANO - C'è una misteriosa figura femminile, che si presenta vogliosa nelle sere d'estate e inizia con leggeri baci e poi va oltre fino a lasciare i segni sul corpo. Ma finirà spiaccicata sul muro. Non è la donna sognata, si scopre alla fine, ma semplicemente una zanzara. «Tanto verranno ancora le sue amiche, l'estate è lunga da passare», conclude l'ironico racconto di S. M., "ospite" nel carcere di massima sicurezza di Opera, Milano. Per N. C. invece il carcere è uno "stile di vita", come una vacanza "all inclusive" molto esclusiva, che favorisce la meditazione, grazie anche alla leggerezza del cibo, e dalla quale è difficile staccarsi. Tanto che molti ritornano. Come nel classico Hotel California, «un posto tanto bello, che si sa quando si entra ma non quando si esce». Si può ridere in galera? Si può parlare di umorismo dietro le sbarre? Una ricca rappresentanza dei 1.300 detenuti di Opera, tutti maschi, ha dimostrato che si può. Continua su Corriere salute |
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