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LA MALATTIA - L' Artrite Idiopatica Giovanile (AIG), che in passato veniva chiamata Artrite Cronica o Artrite Reumatoide Giovanile (ARG), colpisce circa un bambino ogni 1000 e si calcola che in Italia circa 10.000 bambini e adolescenti possano esserne affetti. L'artrite esordisce, per definizione, prima dei 16 anni di età e può colpire qualsiasi articolazione in numero variabile da una a moltissime. Sulla base del numero di articolazioni colpite all'esordio della malattia e sulla base della presenza o meno di febbre si distinguono differenti tipi di AIG: la forma con sintomi sistemici (febbre), la poliartrite e l'oligoartrite. L'oligoartrite è la forma più comune e meno grave (più del 50% dei bambini con AIG ha questa forma). Solitamente, i bambini con questa forma sono femmine in tenera età (bambine che frequentano la scuola materna o elementare), ma talvolta la malattia inizia anche prima, già nel secondo semestre di vita. Nella maggior parte di questi casi sono presenti nel sangue dei particolari auto-anticorpi: gli Anticorpi Anti-Nucleari (ANA), la presenza dei quali è di aiuto per fare la diagnosi. I bambini con artrite oligoarticolare, solitamente, rispondono bene alle cure adeguate. Tuttavia, questi bambini (soprattutto le femmine più piccole e con gli ANA positivi) possono andare incontro a un'infiammazione oculare, che può colpire entrambi gli occhi, e che prende il nome di uveite anteriore o irido-ciclite cronica (ICC) 2. L'ICC, solitamente, si manifesta nei primi mesi dopo l'esordio dell'artrite, più passa il tempo meno probabile diventa la comparsa di questa complicanza oculare. L'ICC viene definita «cronica» sia perchè gli episodi di ICC possono recidivare più volte o diventare cronici, sia nel senso che non è un'infiammazione con sintomi acuti, infatti è, di solito, completamente asintomatica, l'occhio non si arrossa, il bambino non lamenta dolore né disturbi della vista. Talvolta un minimo disturbo della visione (visione un po' offuscata) può esserci, ma il bambino, soprattutto quanto più è piccolo, può non essere in grado di percepirlo o di riferirlo.

CONTROLLI PERIODICI - E' perciò di estrema importanza che tutti i bambini con AIG vengano controllati periodicamente dall'oculista , con un particolare esame che si chiama : esame biomicroscopico con lampada a fessura (LAF) , che consente di vedere se all'interno dell'occhio siano presenti segni di infiammazione (il segno dell'infiammazione si chiama: Tyndall e viene espresso con +, ++, +++ a seconda della sua gravità).

CURE IMMEDIATE - L'infiammazione oculare va subito curata per evitare che, persistendo, possa portare a complicazioni quali la cataratta (cioè l'opacizzazione del cristallino), la cheratopatia a bandeletta (cioè l'opacizzazione della cornea) o il glaucoma (aumento della pressione all'interno dell'occhio) o infine a danni irreversibili alla vista, fino alla cecità. Solitamente l'ICC, se diagnosticata al suo esordio, si cura con semplici colliri a base di cortisone e di sostanze che dilatano la pupilla (midriatici). Se le cure locali non risultano efficaci, è necessario ricorrere a terapie per via generale, analoghe a quelle che si fanno per l'artrite. La terapia dell'AIG è piuttosto complessa e richiede la collaborazione di diversi specialisti (è fondamentale quella tra pediatra-reumatologo e oculista). Purtroppo non ci sono ancora farmaci in grado di «guarire» sicuramente l'infiammazione oculare e di risolvere, quindi, per sempre il problema. L'obiettivo è allora quello di diagnosticare al suo esordio l'infiammazione presente all'interno dell'occhio, di controllarla rapidamente e di ridurre il numero delle recidive per minimizzare i gravi danni anatomici alle strutture intraoculari (edema maculare, neuropatia ottica, distacco di retina, membrane epiretiniche) che portano al calo dell'acuità visiva e in qualche caso alla cecità.

© Corriere Salute

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