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A Milano, Torino e a Roma, il fenomeno pare stia prendendo sempre più piede… o, meglio, jumper. Anche se i inizialmente i primi "saltatori" venivano guardati con curiosità e ironia, alla fine sono state molte le persone che si sono fatte attirare da questo sport divertente ed ecologico. Per capire meglio cosa ci sia dietro a questo fenomeno abbiamo intervistato Riccardo Del Grosso, di Jumper Italia. Quali benefici apportano i powerbocking? «A parte il divertimento, lo spettacolo e le emozioni positive derivanti da un’attività fisica entusiasmante come il saltare. Se proviamo a ricordare, infatti, da piccoli era una delle attività preferite che col passare degli anni, più che altro per la fatica e, magari, l’imbarazzo, è andata scemando fino a scomparire, per poi riemergere talvolta nei momenti di svago, soprattutto estivi. Il Powerbocking fatto coi Power Jump apporta i seguenti benefici: - marcato miglioramento dell’equilibrio per tutti gli utilizzatori (dalle persone comuni agli atleti); preparazione atletica intensiva per sportivi. Assai elevata in rapporto al tempo impiegato; - ausilio al dimagrimento. Sia se fatto in maniera intensiva, che per passeggiare saltellando o eseguendo i rimbalzi, si ha un elevato dispendio energetico senza particolari affanni. Aumenta considerevolmente il metabolismo; - tonificazione e aumento della potenza esplosiva degli arti inferiori; in breve si acquista una capacità di saltare più reattivamente e più in alto; - uso di particolari muscoli del bacino, che solitamente vengono poco usati, sia in attività normali che sportive». Può spiegare ai lettori, in poche parole, la tecnica? «Per iniziare ci si serve di un appoggio (possibilmente un muro) per appoggiare le mani durante la presa di confidenza coll’attrezzo. Ci si siede su qualcosa di elevato, sia per indossarli che per toglierli (dopo aver imparato molti li indossano e li tolgono direttamente da terra). Con sguardo al muro (o al cancello o verso dove ci si appoggia) e le palme appoggiate, si comincia a saltellare alternativamente (prima un piede poi l’altro) sul posto, con un discreto ritmo. All’inizio sembra faticoso, ma questo serve per abituarsi all’equilibrio dinamico, che si acquisisce da un 10 minuti al massimo mezz’ora per la stragrande maggioranza delle persone. Progressivamente si continua a saltellare staccandosi con le mani fino a quando ci si sente sicuri, poi ci si sposta lateralmente di qualche passo, con una mano vicino all’appoggio che serve, poi si comincia a girarci attorno, sempre saltellando, dopo una mezz’ora si va in giro allegramente. Il segreto è continuare a saltellare. Se si perde l’equilibrio, basta saltellare un paio di volte più velocemente e lo si riacquista immediatamente. Quando si vuole stare fermi si sposta il peso del corpo alternativamente su un piede e poi sull’altro, o ci si appoggia. Dopo questo è facile cominciare a correre, saltare ecc. avendo l’accortezza (ma poi viene naturale) di saltare a piedi uniti e a gambe tese per acquisire potenza. I ragazzi e i bambini imparano mediamente in una ventina di minuti». Tutti possiamo provare a "saltare come canguri"? O per qualcuno i powerbocking non sono adatti? «Abbiamo avuto persone anche di 70 anni che si sono divertite, in ogni caso è un attrezzo non adatto a chi ha traumi o problemi articolari gravi. Per tutte le altre persone non ci sono controindicazioni di sorta se non quello di essere pigri! Non è adatto per persone molto basse (sotto il metro e 50) o con un peso inferiore ai 55 kg, più che altro perché l’effetto rimbalzo è minimo». Esistono anche dei modelli per i bambini? Se sì, per quale età? «Sì, da un età dai 6/7 anni in su e con un peso di almeno 35 chilogrammi, per ottenere un adeguato rimbalzo, e non più bassi di un metro e 20». Il costo? «I modelli per adulti sono venduti intorno ai 320,00 Euro, prezzo generalmente fisso in tutta Italia, mentre quelli da bambino sui 235,00 Euro». (Luigi Mondo & Stefania Del Principe) © La Stampa Salute |
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