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Quando invece c'è l'impossibilità fisica o l'incapacità di intendere e di volere da parte del paziente, il consenso al trattamento può essere dato da un terzo (medico, familiare, convivente, responsabile della  struttura dove dimora).  Il depliant stabilisce inoltre che la  struttura sanitaria può fornire informazioni, anche per telefono, sul  passaggio o sulla presenza di una persona al pronto soccorso o sui  degenti presenti nei reparti solo ai terzi legittimati (parenti,  familiari, conviventi, conoscenti, personale volontario). Una sezione dell'opuscolo è dedicata alle  associazioni di volontariato. Associazioni che possano ricevere  informazioni sui loro assistiti, a patto di osservare tutte le regole  che le strutture sanitarie prevedono per il proprio personale interno. Un'altra sezione mette a fuoco il comportamento che le strutture devono tenere nei confronti delle cosiddette fasce deboli (disabili, minori, anziani) o dei malati sottoposti a cure particolari. Tutti  pazienti che per il Garante hanno diritto a una particolare  attenzione.   Un'altra regola inserita nel depliant riguarda il divieto di  affissione all'ingresso dei reparti ospedalieri delle liste dei pazienti in attesa di un intervento. E ancora. Per garantire la  riservatezza dei colloqui, è stato deciso che gli spazi adiacenti agli sportelli aperti al pubblico di ospedali o farmacie, devono essere  delimitati e segnalati con una riga gialla oltre la quale gli utenti  possono attendere il proprio turno. Va rispettata la distanza di cortesia, come in banca o in fila alla posta. Una situazione, è il caso di far presente, che sembra difficile ipotizzare "nei nuovi punti di reperimento del farmaco", per usare una delle tante ardite definizioni coniate dopo le liberalizzazioni. Un altro passaggio  importante è quello che riguarda il ritiro delle analisi, dei referti  diagnostici, delle cartelle cliniche. Tutti certificati che possono essere consegnati anche a persone diverse dai diretti interessati,  purché munite di delega scritta. Altra regola da seguire: nelle sale d'aspetto delle grandi  trutture sanitarie i nomi dei pazienti in attesa di una prestazione o di una documentazione non devono essere pronunciati ad alta voce. Regola che negli studi privati dei medici di famiglia o degli specialisti, può essere infranta. A patto, però, che i professionisti in questione  abbiano un rapporto personalizzato con l'assistito.


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