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La comparsa delle rughe, quindi, si comporterebbe come il battistrada di un pneumatico atto a favorire la tenuta sul bagnato. «Le rughe agiscono come il battistrada dei pneumatici in caso di pioggia formando canali che permettono all’acqua di defluire non appena si preme la punta delle dita sulle superfici bagnate. In questo modo le dita hanno un maggior contatto con la superficie bagnata, dando loro una migliore presa», spiega Changizi su Nature News.
Per arrivare a queste conclusioni, il dottor Changizi e colleghi hanno analizzato le foto di 28 dita rese rugose dall’acqua. Dall’attenta osservazione, hanno notato che tutte le dita presentavano lo stesso modello: lunghi canali, non collegati, che ramificavano da un determinato punto nella parte superiore del dito. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Brain, Behavior and Evolution e supporta quindi l’ipotesi che le modifiche alle dita siano funzionali a una questione di adattabilità e di risposta del sistema nervoso.
Vi è tuttavia qualcuno che, pur ritenendo interessante l’ipotesi di Changizi, non la considera giustificata in quanto, sostiene, le rughe sui polpastrelli non sarebbero altro che una risposta fisiologica all’esposizione all’acqua, in particolare se calda, dove i vasi sanguigni si restringono provocando la riduzione del tessuto. A questa obiezione, i ricercatori fanno presente che lo stesso fenomeno avviene in acqua fredda, quindi…
In sostanza, se fosse davvero così, significa che, ancora una volta, il nostro corpo mostra di essere di per sé un essere intelligente e, visto e considerato che lo è anche in altri ambiti, perché non potrebbe esserlo anche in questo?
© www.lastampa.it - 5 luglio 2011
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