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| Per vivere a lungo, lo scalpello è meglio del pennello |
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Mentre solo il 2,7 per cento degli scultori in Europa moriva entro i 40 anni, questa sorte era riservata al 9,1 per cento dei pittori; più avanti negli anni la disparità si faceva ancora più marcata, con ben il 21 per cento degli scultori ancora in vita a 80 anni, mentre solo il 13 per cento dei pittori raggiungeva questa età: infatti il 60 per cento dei pittori moriva entro i 70 anni, ma solo il 48 per cento dei maestri dello scalpello non raggiungeva l'ottavo decennio di vita. La maggiore disparità gli studiosi l'hanno riscontrata in Germania, dove la vita media dei pittori si spingeva poco oltre i 60 anni, contro quella degli scultori che in media raggiungeva e superava i 70. A cosa può essere dovuta questa significativa differenza? In un'epoca antecedente gli antibiotici, in cui la principale causa di morte era dovuta quindi alle malattie infettive, il fenomeno può essere spiegato dal maggiore impegno fisico, richiesto agli artisti che lavoravano a scolpire la pietra piuttosto che a stendere un colore su una tela. Infatti numerosi studi hanno mostrato come un moderato esercizio fisico aumenti la risposta immunitaria e riduca la vulnerabilità alle infezioni delle vie respiratorie superiori. Una spiegazione alternativa può tuttavia essere legata alle sostanze in uso nei materiali usati dai pittori dei secoli passati: metalli pesanti e solventi tossici. Quale che sia il motivo, sembra che Michelangelo abbia intuito il suo vantaggio di salute, se è vero, come si dice, che una volta abbia affermato di essere "un ometto da poco, che lavora secondo l'arte di cui Dio l'ha dotato, per campare il più a lungo possibile". Fonte: Dobson R. Did sculpting give artists a health advantage before antibiotics? BMJ 2007; 335:1233. |
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