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| Non brevettabili le staminali embrionali umane |
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È la constatazione della Grande Camera di ricorso nella sua decisione del 25 novembre che mette fine in ultima istanza al ricorso riguardante la domanda di brevetto "Warf/Thomson", basata su un metodo per ottenere colture di staminali da primati, inclusi gli umani". La domanda di brevetto di cellule staminali embrionali umane e dunque l'utilizzazione degli embrioni umani a scopi commerciali, prosegue la nota, "aveva suscitato critiche da più parti". Di qui il richiamo alla lettera Amicus Curiae inviata nel 2006 dal presidente Comece, monsignor Adrianus van Luyn, e dall'allora segretario generale Noël Treanor alla Camera di ricorso, esponendo obiezioni giuridiche ed etiche alla concessione del brevetto e sottolineando la "particolare responsabilità sociale" dell'Epo nel trattare "domande che toccano l'inviolabilità della vita umana e la sua dignità". Per la Comece in questi casi "non si può ignorare la dimensione etica delle invenzioni" da brevettare. "Esiste uno stretto e indefettibile legame - conclude la nota - tra l'impiego di embrioni umani e la messa a coltura di staminali embrionali umane": per questo "le due tappe non possono essere separate quando costituiscono oggetti di valutazione nell'ambito di una richiesta di brevetto". (©L'Osservatore Romano - 29 novembre 2008) |
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