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© Yahoo salute - 14 ottobre 2010
Nei melanocitici: importante tenerli sotto controllo?
I nevi melanocitici sono una tra le più comuni patologie cutanee benigne, dato che già nell’adolescenza se ne possono contare almeno 10 sparsi nelle varie regioni corporee. Essi sono dovuti a un’iperproliferazione di melanociti a livello dell’epidermide, del derma o di entrambe le sedi.
L’importanza che i nevi melanocitici hanno acquisito in questi ultimi anni è dovuta al loro rapporto con l’insorgenza del melanoma . In effetti molti studi epidemiologici hanno evidenziato che più alto è il numero dei nevi melanocitici, maggiore è il rischio di sviluppare un melanoma, benché quest’ultimo solo nel 25-30 per cento dei casi insorga su un neo melanocitico. Pertanto il controllo periodico di questi nei è oggi l’arma più importante per la prevenzione del melanoma e per la sua precoce individuazione, visto che questa neoplasia nelle fasi iniziali può essere difficilmente distinguibile da un nevo.
Quali sono i principali fattori di rischio?
I meccanismi patogenetici che portano allo sviluppo dei nevi melanocitici e del melanoma non sono ancora stati chiariti, anche se sono state individuate varie alterazioni in particolari geni che potrebbero essere chiamate in causa. Quello che invece è chiaro è che esistono alcuni fattori di rischio accertati che ne predispongono la comparsa.
I raggi ultravioletti sono sotto accusa ormai da anni: in particolare sono pericolose le ustioni solari, soprattutto quelle in età infantile e adolescenziale, più che la continua esposizione al sole (benché questa possa essere un fattore favorente il melanoma nell’anziano).
Altri fattori di rischio sono il colorito chiaro della pelle, occhi chiari e capelli biondi o rossicci, la familiarità e uno stato di immunosoppressione. La gravidanza e l’associazione con malattie cutanee croniche di tipo bolloso favoriscono la comparsa di numerosi nevi melanocitici.
Come classificare i nevi melanocitici?
Dal punto di vista clinico si distinguono almeno quattro tipi di nevi melanocitici: congeniti, acquisiti, atipici e nevi blu. Quelli congeniti sono presenti dalla nascita e possono essere pelosi, di varie dimensioni e in numero variabile; quelli giganti (che coinvolgono il 5 per cento o più della superficie cutanea), soprattutto se associati ad altri elementi più piccoli, hanno un aumentato rischio di sviluppo di melanoma cutaneo. Il trattamento, quando tecnicamente possibile, è chirurgico, anche se non sempre è possibile eliminare tutti i melanociti, dato che la loro proliferazione interessa i piani sottocutanei.
I nevi melanocitici acquisiti si presentano come macule, maculopapule o papule di colorito bruno o marrone, delle dimensioni di solito < di 5 mm. La proliferazione dei melanociti interessa o solo l’epidermide (nevo giunzionale), o l’epidermide e il derma (nevo composto).
Il loro numero aumenta nelle prime decadi di vita, mentre in età adulta vanno in parte incontro a regressione spontanea. A volte intorno ad alcuni di essi si può evidenziare un alone bianco, che lentamente può interessare il nevo, il quale può andare incontro a scomparsa; si tratta dell’Halo nevus o nevo di Sutton: esso si può presentare come fenomeno isolato o in associazione a vitiligine o anche a melanoma.
I nevi melanocitici atipici, altrimenti detti displastici, si presentano come macule pigmentate con un diametro > di 5 mm, con bordi irregolari e non ben definibili e con pigmentazione bruna non omogenea. La proliferazione melanocitica è quasi sempre a livello epidermico. Anche questi nevi aumentano di numero con l’avanzare dell’età e sono spesso familiari. Vari studi hanno dimostrato che la presenza di questo tipo di nevi è associata a un’incidenza elevata di melanoma ; esistono inoltre delle famiglie che presentano numerosi nevi melanocitici atipici i cui membri sviluppano tipicamente il melanoma (sindrome del nevo displastico con mutazione di CDKN2A). Pertanto anche questi nevi vanno sottoposti ad un attento monitoraggio, soprattutto se è presente familiarità positiva per melanoma.
Il nevo melanocitico di tipo blu, infine, si presenta come una macula, maculopapula o nodulo di colorito bluastro, perché i melanocitici che lo compongono sono situati nel derma. Il tipo comune presenta piccole dimensioni (< di 1 cm) e generalmente è singolo, anche se esistono forme multiple ed anche a placche estese (nevo di Ota, macchie mongoliche). Il tipo cellulare è di dimensioni maggiori di 1 cm, è rilevato e presenta una elevata possibilità di insorgenza di melanoma. Per questo deve essere attentamente controllato o eventualmente asportato per prevenzione.
Cosa fare se il neo cambia aspetto?
Ogni neo melanocitico può presentare ad un certo punto modificazioni del suo aspetto, che in ogni caso devono essere guardate con sospetto a causa del possibile sviluppo di un melanoma. Per questo a livello internazionale è stata formulata una checklist che prende in considerazione alcune caratteristiche del nevo: A (asimmetria); B (bordi); C (colore); D (diametro o diversità in apparenza rispetto agli aspetti precedenti o a quelli di altri nevi presenti); E (comparsa di rilevatezza o di evoluzione).
Questa checklist ABCDE dovrebbe essere conosciuta da tutti, poiché un neo che dimostri una qualunque modifica di questi aspetti deve mettere in allarme e deve comportare un consulto con il dermatologo.
Quali le “regole” della prevenzione?
Oltre alla diagnosi precoce assume, ovviamente, notevole rilevanza la prevenzione.
Prevenzione primaria. Per ridurre la probabilità di sviluppare molti nevi è necessario soprattutto evitare le scottature solari, anche quelle lievi, usando adeguati schermi o filtri solari e non esponendosi al sole nelle ore più soleggiate; i bambini e i soggetti più a rischio è meglio che indossino una maglietta non troppo sottile e un cappello.
Prevenzione secondaria . Per i soggetti che presentano nevi melanocitici acquisiti comuni o atipici è sempre indicata una protezione solare come per la prevenzione primaria. E’ opportuno eseguire una visita dal dermatologo almeno una volta all’anno. I soggetti con nevi atipici o con storia clinica e/o familiarità positiva per melanoma devono eseguire un controllo semestrale. Inoltre, ognuno deve imparare ad osservarsi e a controllare ogni nevo in base ai caratteri presenti nella checklist ABCDE, onde accorgersi di un’eventuale sua modifica, facendo molta attenzione alle lesioni nuove.
Ad ogni minimo dubbio rivolgersi al più presto ad un dermatologo, il quale, con l’esame clinico e con il dermatoscopio, sarà in grado di valutare il caso e prenderà la decisione più adeguata.
A cura di Biagio Didona
Primario 1° Divisione Dermatologia
Istituto Dermopatico dell’Immacolata IRCCS, Roma
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