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Morire per una pila, a 13 mesi
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batteria-al-litio.jpg MILANO - Aidann Truett, 13 mesi, di Hamilton, Ohio, sembrava avere un'infezione virale: poco appetito, vomito. Ma dopo nove giorni in sintomi non accennavano a diminuire, così i medici hanno deciso di sottoporlo a una radiografia del torace per capire se aveva una polmonite. Polmoni a posto, ma in compenso i radiologi hanno scoperto che Aidann aveva ingoiato una piccola pila a disco, di quelle che si trovano ormai in tantissimi apparecchi di uso comune. La batteria è stata estratta chirurgicamente dal canale digerente e il bambino è tornato a casa. Salvo morire due giorni più tardi. Che cosa era successo? Che la batteria al litio, rilasciando le sue sostanze chimiche, aveva «bruciato» la parete dell'esofago, perforandola e danneggiando l'aorta, la più importante arteria dell'organismo.

BAMBINI E ANZIANI - Un evento insolito? Sì ma non per questo meno significativo, riporta il New York Times, che dà molto risalto al caso sul suo sito web. Casi documentati di questo genere sono stati pochissimi (meno di 10 negli ultimi sei anni negli Usa), sottolinea il quotidiano americano, ma l'ingestione di batterie al litio da parte di bambini, che le scambiano per caramelle, o anziani, che le confondono con le medicine, sembra un problema molto comune e sempre più preoccupante. Sarebbero 3.500 i casi che arrivano all'osservazione dei Centri Antiveleno negli Stati Uniti ogni anno, ma mentre per anni l'evenienza non ha creato, se non di rado, gravi problemi, le cose ora stanno cambiando rapidamente. I rischi sarebbero aumentati da quando sono state immesse in commercio batterie al litio più grandi e più «forti»., che possono più facilmente dare luogo a complicazioni serie soprattutto nei bambini, come, per esempio, lesioni permanenti alle corde vocali o danni gravi all'apparato gastrointestinale.

CORSA CONTRO IL TEMPO - Un ulteriore dato è rappresentato dal fatto che nel 60 per cento dei casi l'ingestione da parte di bambini sotto i 6 anni non avverrebbe perchè la pila viene «lasciata in giro», ma perchè i piccoli la estrarrebbero di loro iniziativa da telecomandi, lettori Mp3 o altre apparecchiature cui possono avere accesso. Ultimo aspetto drammatico: queste batterie possono provocare gravi danni sull'organismo dei bimbi anche nel giro di sole due ore.
E se è vero che, almeno in Europa, c'è un indiscutibile impegno per i criteri di precauzione, soprattutto nei giocattoli, e per gli avvisi di attenzione sul pericolo di ingestione di questi e di altri oggetti da parte dei bambini, è anche vero, sottolinea sempre il New York Times, che queste batterie «sono ormai dappertutto». Quindi l'attenzione pare necessaria.

© Corriere salute - 2 giugno 2010

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