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| Meningite, il punto sulla situazione e strategie di prevenzione e controllo |
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In Italia il tasso di incidenza di meningite meningococcica, che è quella
più contagiosa, è tra i più bassi in Europa.
Negli ultimi 7 anni si sono registrati in Italia 447 casi di meningiti da
meningococco di gruppo C con 63 decessi (14%). Dal gennaio al settembre di
quest'anno sono stati notificati 20 casi di meningite C e 2 decessi (non
includendo quelli attuali): dopo un rapido aumento dei casi in Italia tra il
2000 ed il 2005 c'è stata una significativa riduzione dei casi nel 2006-2007,
molto presumibilmente attribuibile all'incremento dell'offerta vaccinale
specifica.
Si ricorda che il meningococco è un germe abitualmente presente in una
significativa proporzione di soggetti che ne sono portatori, in oltre il 10%
degli individui è infatti presente, nelle prime vie respiratorie, senza dare
alcun problema; meno dell'1% degli infetti ha invece un rischio concreto di
sviluppare la malattia.
Almeno 2/3 dei casi in Italia sono segnalati come sporadici, mentre non
sono rari piccoli focolai epidemici (cosiddetti 'cluster'): negli ultimi 7 anno
abbiamo avuto in Italia 48 piccoli cluster definiti come almeno 2 casi nell'arco
di 30 giorni in un raggio di 50 Km (2-5 casi) di questa malattia. La stragrande
di questi cluster si è verificata nelle Regioni del centro-nord.
La maggioranza delle persone, quindi, non sviluppa la malattia e solo in
casi rari il meningococco supera le difese dell'organismo provocando la
meningite.
Il contagio avviene da persona a persona con contatti stretti, in ambienti
affollati mentre il batterio non riesce a sopravvivere nell'ambiente, né in
alimenti, bevande o su oggetti: per questo non sono efficaci disinfezioni
ambientali e non v'è un rischio epidemico che oltrepassi il circuito dei
contatti stretti dei casi.
Anche in questi ultimi eventi il contagio è prevenibile con l'apposita
profilassi antibiotica.
Si ribadisce che episodi epidemici sono assolutamente infrequenti, mentre
la maggioranza dei casi del nostro Paese si presenta come casi sporadici.
In Italia, in confronto con gli altri paesi Europei ed extraeuropei, la
meningite ha una incidenza molto bassa, in progressiva diminuzione, anche grazie
alla diffusione della vaccinazione. Mentre grandi epidemie di meningite sono
ancora presenti in Africa, America latina ed Asia.
Va anche detto che il focolaio epidemico veneto è anche il prodotto di una
concomitanza accidentale di diversi fattori predisponenti: locali affollati,
contatti stretti e presenza di molti individui non vaccinati e provenienti da
zone del mondo ad alta suscettibilità alla malattia.
La reazione dei Servizi di Sanità pubblica è stata comunque appropriata e
tempestiva seguendo le linee guida nazionali ed internazionali, anche grazie
alla pronta identificazione del germe offerta dal laboratorio di Padova:
l'intervento di profilassi è stato massiccio così come l'avviso alla
popolazione.
In Italia è inoltre operativo da tempo uno speciale sistema di sorveglianza
meningiti coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. Il sistema raccoglie
sistematicamente dati sui nuovi casi e sui microrganismi che li hanno causati e
sulla loro tipizzazione.
Il sistema mostra due forme endemiche di questa malattia che si sviluppa
prevalentemente nei mesi freddi:
Nei mesi invernali e primaverili, infatti, ci si attende il verificarsi di
casi di meningite quali quelli segnalati in più città in questi giorni ed è
ragionevole aspettarsi numerose altre segnalazioni, almeno fino alla fine del
prossimo mese di aprile .
Redazione Ministerosalute.it - agg. 21 dicembre 2007 |
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