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Medici stressati, anzi «bruciati» |
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Scritto da Administrator
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lunedě 18 gennaio 2010 |
MILANO - La malasanità può dipendere anche dal malessere dei medici: più della metà di loro ammette che stress e fatica finiscono per incidere sul trattamento del malato; quelli maggiormente provati si rendono conto due-tre volte più spesso degli altri di aver mancato in qualche modo nei confronti dei pazienti.
Le "confessioni" dei dottori emergono da una serie di indagini condotte in diversi Paesi, riassunte ora sulle pagine di Lancet da tre ricercatori canadesi dell'Università di Calgary. «La salute fisica e psichica dei medici si riflette sull'attività professionale ed è quindi un importante indicatore di qualità delle cure» sostengono gli estensori dell’articolo. E Jean Wallace, prima firmataria dell’articolo, sottolinea: «Molti medici lavorano 50-60 ore la settimana, ma il sovraccarico non è solo di fatica: c'è quello emozionale e, sempre di più, c’è il peso della burocrazia e dei conflitti tra colleghi ». «A tutto ciò si sommano fattori culturali che rendono più difficile per i dottori chiedere aiuto — dice Beniamino Palmieri, coordinatore del progetto "Medico cura te stesso". Secondo la Canadian Medical Association, il 18% dei suoi soci è riconosciuto come depresso, ma solo in 1 caso su 4 prende in considerazione l'idea di farsi aiutare e soltanto il 2% si cura. Così, nel corso della carriera almeno un dottore su quattro "scoppia". Anzi, gli studi più pessimistici arrivano a capovolgere questo rapporto, calcolando che solo uno su quattro sfugge a quella che è stata chiamata "sindrome da burnout".
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Ultimo aggiornamento ( lunedě 18 gennaio 2010 )
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