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Medici o terroristi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 05 luglio 2007

crimen-scene Il criminologo, intellighenzia arruolata da terrorismo è pericolo per occidente

"Quando l'intellighenzia culturale di una società si arruola nelle fila del terrorismo, come è successo con i medici fermati per i tentati attentati in Gran Bretagna, c'è da preoccuparsi molto. E va ripensata tutta la politica sostenuta finora dall'Occidente, cioè bisogna interrompere questo delirio di guerra al terrorismo".

 

A fornire una lettura della presenza dei camici bianchi nell'esercito dei terroristi islamici è il criminologo Francesco Bruno, professore all'università La Sapienza di Roma. "I medici-terroristi - spiega all'Adnkronos salute - testimoniano che il movimento di Bin Laden non fa presa solo sulle persone meno istruite e più suggestionabili dei Paesi islamici. Ma ormai ha contagiato anche strati della popolazione che, per formazione e cultura, non dovrebbero vivere i conflitti politici e religiosi in maniera integralista e violenta". Secondo il criminologo, gli ultimi fatti di cronaca testimoniano come "ormai anche la classe dirigente musulmana si stia schierando dalla parte di Bin Laden. Non a caso - ricorda - il numero due di Al Qaeda Al Zawahiri è egli stesso un medico. Cioè un professionista che dovrebbe curare le persone". E il segnale, per Bruno "è estremamente pericoloso per l'Occidente. Se questi movimenti fanno presa tra i camici bianchi - commenta - cosa può succedere a ragazzi di 16 anni?. Ci dobbiamo forse aspettare - si chiede - bambini con le cinture di esplosivo ai semafori delle nostre strade?". La soluzione proposta dall'esperto è quella "di rivedere totalmente la politica di guerra al terrorismo intrapresa finora. Compresa la presenza in Iraq. Bisogna scendere a patti e trattare. O più chiaramente sedersi a un tavolo con gli stessi Bin Laden e soci, come fatto in passato con l'Eta in Spagna o l'Ira in Gran Bretagna. L'Occidente - conclude - non può vivere perennemente sotto ricatto. Né attuare politiche di annientamento sistematico di una componente come fece Adolf Hitler con gli ebrei".



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