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| Mare Mostrum, un tuffo nei rifiuti |
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ROMA - Per il ministero della Salute è balneabile il 93% delle acque marine lungo la costa laziale (per scrupolosi può controllare sul sito www.portaleacque.it) ma questo non fa necessariamente rima con mare cristallino e privo di inquinamento. Come rileva Legambiente nel suo dossier «Mare mostrum» 2010, questa porzione di Tirreno non può certo andare fiera per i dati riguardanti la depurazione, ed ancor meno per la quantità illeciti consumati a ridosso delle fasce di territorio dove i vincoli sono elevatissimi. Ma la rete fognaria carente resta una delle pecche più gravi.
PONZA E TERRACINA - Da sempre cruccio per Ponza, l'insufficiente rete di depurazione crea problemi in molte zone costiere dove liquami domestici e scarichi industriali passano dai fiumi al mare, con buona pace dei bagnanti. E' il caso di Terracina, maglia nera per la zona di Badino, ma anche di alcune zone di Latina, soprattutto a ridosso della vecchia centrale nucleare. Lamentele per la situazione delle acque arrivano anche da Sperlonga (a seconda della direzione delle correnti da Sud, che a volte portano indecorose schiume sulla spiaggia di Tiberio), così come Gaeta e Formia. Qui le polemiche per l'inquinamento causato dagli allevamenti ittici, dunque direttamente in mare, sono all'ordine del giorno. Occhi puntati anche su Minturno, con spiagge tenute ancora sotto controllo dopo gli sversamenti del 2009, anche se una piaga ineliminabile sembra essere quella dei veleni portati dal Garigliano e dal litorale domizio, uno dei più inquinati d'Italia. SCARICHI, ROMA BOCCIATA - Abusivismo edilizio e poca depurazione: sono proprio questi i malanni evidenziati dall'associazione ambientalista nell'ultimo preoccupante dossier. Parametri che portano il Lazio al sesto posto nella classifica nazionale del mare illegale (peggiorando rispetto all'anno passato) ed al quinto se si considerano le infrazioni per chilometro di costa: 1,8 ogni mille metri di litorale. Il Lazio si conferma al sesto gradino nella classifica dell'abusivismo edilizio sul demanio con 275 infrazioni accertate, 356 persone denunciate e arrestate, oltre a 142 sequestri.
1,5 MILIONI SENZA COLLETTORI - Appena meglio la situazione nel settore scarichi illegali, dove il Lazio si piazza al settimo posto (scendendo di una posizione) con 131 infrazioni accertate, 212 persone denunciate e arrestate, oltre a 106 sequestri. Ma basta consultare la stima degli abitanti non serviti dal servizio di depurazione, per vedere schizzare la regione al terzo posto con una copertura pari al 74,1% (copertura fognature all'85,3%) e quasi un milione e mezzo di persone (1.471.604 per la precisione) con scarichi che vanno direttamente nei fiumi o in mare. Un dato «trainato» dalla situazione romana che vede 81.563 abitanti ancora non allacciati al servizio di depurazione (che ha un'efficienza del 97%).
ECOMOSTRI NOSTRANI - «La situazione dei 361,5 km delle coste laziali resta preoccupante, in particolare per quanto riguarda l'abusivismo edilizio - spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - basta ricordare i tanti casi di illegalità che hanno colpito il Sud Pontino, da Sabaudia alla lottizzazione nella piana di Sant'Agostino a Gaeta. Ma il tratto romano non se la passa meglio, con il silos ecomostro che da 30 anni svetta sulla spiaggia di Lavinio, mentre su Fiumicino aleggia lo spettro della realizzazione del più grande porto d'Europa: un gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere».
CASE ANZIANI E VILLETTE - La disamina dell'associazione ambientalista prosegue tra vecchie e nuove conoscenze. Non può sfuggire il caso del «villaggio del parco» a Sabaudia, che da iniziale progetto di case per anziani si è trasformato in un residence da 285 villette. Dopo i sequestri e le condanne, anche la corte dei Conti ha deciso di aprire una inchiesta. Risale al 2009, invece, il sequestro operato dalla guardia di Finanza su dieci villini sorti nella piana di Sant'Agostino, in località Grotta del Serpente, in una zona vincolata dal punto di vista paesaggistico ed idrogeologico. Sempre in zona, Legambiente segnala la vicenda dell'hotel Summit.
IL LAGO DI SABAUDIA - Sotto i riflettori anche il lago Lungo di Sperlonga, per il quale si chiede maggiore tutela, ed ancor più per quello di Sabaudia, dove nel 2009 è stata sequestrata una darsena illegale con circa 200 natanti, mentre l'aggressione umana - bloccata dall'ente Parco- non trova un buon alleato nelle amministrazioni.
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