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Madrid: di quel che resta di due mani gliene rifanno una
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MADRID - I chirurghi dell'ospedale madrileno «12 de Octubre», quella notte, avevano pochi minuti di tempo a disposizione per decidere se accettare la sentenza del Pronto Soccorso: il giovane finito sotto un treno, alle 10 di sera, si sarebbe risvegliato il giorno dopo senza le mani. O provare a cambiarla, lasciandogliene almeno una, anzi due metà in una. Un assemblaggio tra quel che restava della sinistra e le dita ancora integre della destra. Non era un intervento pioniere al mondo. Ma doveva essere eseguito in corsa, entro sei ore, senza preparativi, senza consulti, senza poter valutare a fondo le chance di riuscita e di recupero dell'arto. Dieci mesi dopo, quello strano ibrido funziona.

L'IMPRESA - Il mignolo della mano destra è diventato l'indice della sinistra, accanto all'unico dito superstite al suo posto originale: il pollice. Ma, quel che più conta, le due mani in una si muovono discretamente e l'uomo è di nuovo in grado di bere da solo, usare il telefonino, impugnare una biro. Ci vorranno almeno due anni di riabilitazione. Il prossimo passo, dice il chirurgo plastico Antonio Diaz Gutiérrez, coordinatore dell'équipe chirurgica, è che il paziente possa ricominciare a scrivere. Molto più di quanto potesse sperare la sera d'agosto dell'anno scorso in cui cadde accidentalmente sotto un treno regionale alla stazione di Villaverde, appena fuori Madrid. Quando fu recuperato dai binari, gli arti superiori erano in uno stato pietoso: la mano sinistra era quasi interamente spappolata e la destra era stata tranciata di netto dall'avambraccio. Ma, sebbene fosse intera, non poteva essere riattaccata al corpo, perché erano andati persi 15 centimetri di tessuto sopra il polso, troppi per poter recuperare la mobilità delle dita. Per i medici che gli avevano prestato le prime cure, le condizioni dell'uomo, 29 anni, erano molto gravi. Sarebbe sopravvissuto, ma mutilato.

PRIMO CASO IN EUROPA - Quella notte, comunque, l'angelo custode del giovane aveva ancora un asso nella manica: una squadra di 15 tra chirurghi plastici, anestesisti, traumatologi e infermieri disposti a sperimentare un intervento assolutamente nuovo per tutti loro. Il primo in Spagna e in Europa, il quinto nel mondo. Impianti di una mano sull'altra erano stati eseguiti fino a quel momento soltanto in Cina, negli Stati Uniti (due volte) e in Turchia. L'operazione è durata otto ore, suddivisa in quattro fasi: i chirurghi hanno prima ricostruito le ossa, poi sistemato vene e arterie, quindi ricucito i tendini e i nervi. Le dita sono state reimpiantate necessariamente all'inverso: l'indice al posto del mignolo, l'anulare a quello del medio. Ma sembrano bendisposte allo scambio di ruoli.

Elisabetta Rosaspina
© Corriere Salute

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