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La stagione della dieta: come affrontarla
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obesita-infantile.jpg MILANO - Che i chili da perdere siano pochi o tanti, bisogna fare molta attenzione a come si affronta il problema. Esaminando le tante proposte per perdere peso, si ha la netta sensazione che per molte di esse i rischi siano assai più numerosi dei possibili benefici. Ci sono però tre criteri che, forse più degli altri, possono aiutare a valutare. Il primo: il tipo di soluzione consigliata. Il nostro peso è determinato da una serie di fattori: genetici, ambientali, metabolici, comportamentali, culturali, economici. Di fronte a tanta complessità è improbabile che una soluzione tanto semplice come una dieta prestampata, che non considera abitudini, preferenze, necessità del singolo, i suoi stati d'animo e le sue emozioni, possa rivelarsi efficace. Il secondo criterio: la «normalità» o la «stranezza». Un programma strampalato, che escluda interi gruppi di alimenti, che non incoraggi uno stile di vita salutare, deve lasciare quantomeno perplessi. Il terzo: da chi viene la proposta e qual è il tono usato. Quando si parla di obesità, i maggiori esperti riconoscono che è una malattia cui prestare attenzione per tutta la vita. Un atteggiamento completamente diverso da quello di chi usa toni trionfalistici e promette soluzioni «lampo» e durature. E anche se i chili da perdere sono pochi, i rischi possono essere tanti, soprattutto se quella di mettersi a dieta è diventata una abitudine. Ricorrere in modo protratto e ripetuto alla restrizione calorica può portare, oltre che a carenze nutrizionali, ad una destabilizzazione del comportamento alimentare. E allora? Il problema va affrontato correttamente. I consigli dei cinque esperti che abbiamo interpellato possono aiutare a partire con il piede giusto.
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