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| La legge 40 tutela davvero tutti i soggetti coinvolti? |
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Le vittime di questa artificialità le conosciamo: le migliaia di embrioni prodotti e destinati a morte certa, ma anche - per fortuna in numero molto inferiore - le donne, sottoposte a pratiche quanto meno naturali possibile, con gravi sindromi e stress. La sindrome da iperstimolazione ovarica è la tipica patologia indotta dalla fecondazione artificiale: la donna, prima di sottoporsi al prelievo degli ovociti da fecondare, viene colpita da un bombardamento ormonale che, in certi casi, non la lascia indenne nemmeno fisicamente (senza parlare delle conseguenze psicologiche). La Relazione del Ministro della Salute dell'anno 2007 riporta 36 casi di iperstimolazione ovarica conseguente all'inseminazione semplice e 161 casi conseguenti alla fecondazione in vitro, oltre a 182 altri casi in cui si sono presentate complicanze di carattere sanitario. Ma l'area del rischio per la salute delle donne, secondo la valutazione dei sanitari, è stata molto più ampia: 1.108 cicli di inseminazione semplice sospesi per risposta eccessiva del corpo della donna, 885 casi di mancato prelievo degli ovociti per lo stesso motivo, 192 casi di congelamento degli ovociti per rischio di iperstimolazione ovarica e 265 casi di embrioni congelati in presenza dello stesso rischio. Non possiamo, poi, dimenticare le gravidanze ectopiche (171 casi), gli aborti spontanei (1.702 casi), le morti intrauterine (40 casi). In definitiva: in un solo anno 197 donne sono state colpite dalla patologia che provocò la morte della donna siciliana; complessivamente 360 donne hanno subito complicanze di carattere medico; altre 1.913 donne hanno intrapreso una gravidanza che si è interrotta spontaneamente (in alcuni casi sicuramente anche con gravi rischi di carattere fisico). Le donne ritenute dagli stessi medici correre un certo rischio di contrarre la sindrome da iperstimolazione ovarica (tanto da interrompere ogni trattamento) sono state 2.450. Nel frattempo: quanti concepiti morti? Ma la legge non tutelava i diritti di tutti i soggetti coinvolti? © Comitato Verità e Vita |
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