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La gestione del colon irritabile
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Azioni possibili su diversi fronti
Dopo una meticolosa ricerca si sono selezionati 35 lavori più rigorosi, nei quali ciascun approccio era in genere confrontato contro un placebo, relativi a un totale di circa tremila pazienti. Completate tutte le analisi, è risultato che sia le fibre, sia gli antispastici sia l'olio di menta erano efficaci contro i sintomi di IBS, in confronto a placebo; gli effetti collaterali erano significativamente più frequenti per gli antispastici rispetto al placebo, ma nessuno era severo. In particolare le persone da trattare per prevenire un caso con sintomi persistenti erano 2,5 per la menta, 5 per gli antispastici e 11 per la fibra, suggerendo quindi una maggiore efficacia per la prima. Scendendo nei sottogruppi, per le fibre l'effetto benefico sembrava limitato all'ispagula, di tipo solubile (non alla crusca di grano) ma con significatività minima negli studi più qualificati; per i farmaci l'evidenza era consistente soprattutto per la ioscina. Diversi studi avevano esaminato in precedenza l'efficacia e il ruolo delle tre opzioni nella sindrome dell'intestino irritabile, ma con differenze metodologiche e risultati conflittuali. Nei pazienti con IBS soprattutto con la diarrea come sintomo predominante gli antispastici potrebbero agire riducendo le contrazioni del colon e quindi dolore e frequenza delle evacuazioni; in quelli con la stipsi predominante le fibre solubili come l'ispagula, raccomandate a differenza di quelle insolubili che potrebbero al contrario peggiorare i sintomi, possono invece agire positivamente sul transito intestinale. Quanto all'olio di menta piperita, la sua efficacia può derivare da effetti sulla muscolatura liscia, con riduzione della contrattilità del colon e del dolore.


Un disturbo a più componenti

L'approccio alla sindrome del colon irritabile sembra dunque possibile ricorrendo a diverse opzioni e per gli autori bisognerebbe tener conto anche dell'olio di menta nelle linee guida, come quelle britanniche, che prevedono solo farmaci antispastici come prima linea, specie se dolore e gonfiore addominale sono sintomi predominanti, più la raccomandazione per le fibre solubili. Peraltro l'olio di menta piperita, ricorda su Corriere Salute il gastroenterologo Enrico Roda, può essere di sollievo ma richiede cautela perché può peggiorare il reflusso gastroesofageo non di rado compresente con l'IBS, mentre le fibre sono sicuramente utili sul breve termine per le solubili e sul lungo con vantaggi anche per le insolubili, e infine un ruolo benefico sembrano averlo alcuni probiotici. Trattandosi di un disturbo funzionale a varie componenti, anche psicologiche, e con differenze individuali nelle manifestazioni sintomatologiche, è comunque comprensibile che possano trovare utilizzo diverse opzioni (quelle citate ed eventualmente altre) a seconda del singolo caso.

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