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Istituzioni dimenticano piccoli malati oncologici
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Soli e senza conoscenze adeguate per aiutare i figli nella lunga lotta alla malattia. Abbandonati dalle Istituzioni che sembrano dimenticare un problema che affligge duemila bambini italiani ogni anno. È la condizione lamentata dalla Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica (Fiagop) Onlus, che ieri in Campidoglio a Roma ha organizzato un convegno in occasione dell'ottava Giornata mondiale contro il cancro infantile. «È importante sottolineare - afferma Pasquale Tulimiero, presidente Fiagop - quanto sia necessario condividere le politiche assistenziali e terapeutiche tra famiglia, medici, Istituzioni e mondo sociale. Nel nostro Paese l'insorgenza di queste malattie è nettamente superiore alle medie degli Stati Uniti». Le associazioni dei genitori sono delusi specialmente dal fatto che «nel Piano nazionale triennale sui tumori 2010-2012 non ci sia menzione di quelli infantili, da 0 a 18 anni. In nessuno dei punti viene trattata questa fascia d'età. Eppure - replica Tulimiero - dal punto di vista scientifico c'è differenza tra un tumore nel bambino e uno nell'adulto». Rappresentanti istituzionali spesso assenti, con la conseguenza di scarsi fondi destinati ai reparti di oncologia pediatrica. E sul banco degli imputati finisce anche il problema della regolamentazione sulla donazione del cordone ombelicale, con molti Vip che pubblicamente dichiarano di conservarli in banche private straniere. «La donazione - osserva il presidente Fiagop - deve essere solidaristica e non riservata a un uso autologo. È necessario che le banche pubbliche abbiano a disposizione quanti più cordoni ombelicali possibili per consentire un'ampia scelta di compatibilità. Altrimenti - termina - tanti bambini correrebbero il rischio di perdere la possibilità di guarigione»

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