|
Sono i bulli di nuova generazione, sempre più aggressivi, sempre più giovani. Di loro si è parlato al convegno "Bullismo", organizzato dalla Commissione nazionale per la prevenzione del disagio e del bullismo svoltosi all'ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Coordinato da. Luca Bernardo - direttore della divisione pediatrica del Fatebenefratelli - e da Claudio Mencacci - direttore del dipartimento di neuroscienze allo stesso ospedale - il convegno si è proposto di affrontare i disturbi del sonno nei soggetti in età infantile e preadolescenziale correlati a comportamenti aggressivi e violenti.
"Il sonno - spiega Claudio Mencacci - è il più grande protettore del cervello. Se si altera questo meccanismo aumentano i comportamenti a rischio e i disturbi. I giovanissimi non dormono più di sette ore a notte e vanno a letto sempre più tardi: soprattutto durante il fine settimana tirano l'alba o fanno le ore piccole davanti ai videogiochi. Questa deprivazione può aumentare la ricerca di comportamenti di sensation seeking (abuso di alcolici o sesso senza protezioni)".
I giovanissimi che soffrono di insonnia manifestano spesso anche problemi legati al fenomeno del bullismo, definito come l'oppressione psico-fisica ripetuta nel tempo da una o più persone nei confronti di altre percepite come più deboli: in Italia si è bulli già a 7-8 anni (con il 28% degli studenti che nelle scuole elementari rimane coinvolta in episodi di violenza). L'incidenza diminuisce alle scuole medie (20%) e alle superiori (15%). Il comportamento da bullo è in genere più diffuso fra i maschi (53%) che nelle femmine (38%), sebbene le ragazze presentino una maggiore quantità di disturbi rispetto ai ragazzi (32% contro 19%).
“I bimbi sono spinti in maniera inconsapevole alla violenza da una società che promuove messaggi aggressivi – dice Luca Bernardo – e in famiglia hanno sempre meno regole”.
Insomma, i ragazzi che dormono poco la notte perdono il senso del pericolo e la capacità di scegliere. Ecco che allora il passo verso comportamenti violenti è fin troppo breve: botte e violenze psicologiche, militanze in baby gang, emarginazione, ansia, depressione, oltre ad anoressia e bulimia. E paura, tanta paura, al punto da decidere di abbandonare gli studi o cambiare istituto. Aumenta la scioltezza nei comportamenti sessuali e i casi giovanissimi che fanno sesso con i compagni di scuola in cambio di schede telefoniche. Ma soprattutto allarma il numero dei ragazzini che arriva a tentare il suicidio. “Rispetto al 2007 – sostiene Claudio Mencacci – il numero dei suicidi è aumentato di circa il 15%. Quello che ci spaventa è che si registrino numerosi casi anche tra bambini di 8 o 9 anni”.
E’ sempre più frequente inoltre il cyberbulling o bullismo elettronico (telefonate o invio di sms o mms con testi e immagini volgari, offensivi e minacciosi; diffusione di informazioni private su un’altra persona come filmati e foto; calunnie diffuse tramite mail, chat e blog). Ne è vittima uno studente su tre; in quattro casi su dieci si prende di mira la vittima per il modo di vestire o per un difetto fisico, in tre su dieci per il colore della pelle o per il buon rendimento scolastico. E mentre in un caso su dieci le vittime di bullismo elettronico manifestano sintomi di depressione, l’8% dei cyberbulli rischia di sviluppare un comportamento antisociale e problematico da adulto.
Disturbi del sonno e bullismo nelle scuole. Qualche consiglio pratico in età infantile e pre-adolescenziale:
- dormire un numero adeguato di ore per notte ed essere abbastanza regolari nell’addormentarsi e nel svegliarsi;
- evitare eccesso di cibo e sostanze stimolanti alla sera;
- non fare esercizio fisico stancante o attività stressanti prima del riposo notturno;
- dormire in ambiente non troppo caldo né rumoroso;
- evitare la televisione in camera e il cellulare usato non stop;
- presenza di un’autorità forte nel rapporto professore-alunni all’interno della scuola;
- supervisione durante gli orari scolastici in cui non c’è lezione;
- incontri e colloqui tra insegnanti, genitori, bulli e vittime;
- questionari, schede di osservazione e indagini da far compilare agli studenti;
- letture in classe di racconti da parte di vittime di bullismo (questo aiuta l’immedesimazione nella condizione di vittima).
Luca Puddu
© Kataweb salute - http://canali.kataweb.it/salute/ - 13 novembre 2009
|