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Il nichel 'mima' l'azione dei batteri ecco perché provoca l'allergia
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Oggi però uno studio tedesco fa luce sull'origine di questa allergia, dando così speranza per nuove cure o per un vaccino più efficace di quelli attualmente in uso. La ricerca, pubblicata Nature Immunology, individua il 'colpevole' nel comportamento del nichel che, una volta entrato in contatto con la cute, mima l'azione dei batteri, scatenando così la risposta difensiva dell'organismo.

Per arrivare a queste conclusioni, Matthias Goebeler, dell'università di Giessen in Germania, ha condotto un esperimento su topi da laboratorio. E ha osservato che il nichel si lega al recettore Toll-like 4 o TLR4, una proteina che dà via libera all'organismo per innescare la reazione del sistema immunitario. Agire sul TLR4, disattivandolo, potrebbe quindi contribuire a ridurre i sintomi dell'allergia.

"Pensavamo che questo recettore - dice Goebeler - fosse rilevante solo per i batteri; nessuno sospettava che un allergene potesse colpirlo e quindi comportarsi come i microrganismi minacciosi per l'organismo". Il nichel e i batteri mirano però a due parti differenti del recettore, quindi bloccare solo quella che riguarda la sostanza metallica potrebbe prevenire reazioni allergiche, senza per questo interferire negativamente con lo sviluppo dell'infiammazione, cioè con la risposta 'difensiva' dell'organismo alle infezioni.

La scoperta potrebbe aprire nuovi scenari nella cura di un'allergia molto diffusa proprio perché il nichel è quasi ovunque: cerniere e bottoni, bigiotteria, orologi, chiavi, accendini, occhiali, monete, tinture per capelli e liquidi per la permanente. Senza contare molti alimenti di uso comune che, contenendo piccole quantità di nichel, possono scatenare reazioni allergiche o aggravare quelle già in atto. Tra questi: pomodori, spinaci, cacao, liquirizia, lenticchie, nocciole e fagioli.

Un recente studio della British association of dermatologists, infine, ha rilevato che anche il telefono cellulare può provocare una forma di allergia cutanea localizzata al lobo dell'orecchio. L'associazione dei dermatologi inglesi, nel richiamare l'attenzione sul fenomeno, ricorda che le segnalazioni pubblicate in merito sono ormai numerose e che capire se si è di fronte a una dermatite da cellulare non è difficile: basta verificare se l'irritazione si manifesta proprio dove si appoggia il cellulare, e assicurarsi che non abbia altre cause note.

© Kataweb salute - 17 agosto 2010

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