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Ginocchio: il dolore «da corsa»
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COME L'ARTROSI –
La ricerca è stata condotta da fisioterapisti dell'università dell'Indiana coinvolgendo 9 donne che correvano abitualmente e che soffrivano di dolore patello-femorale. Il disturbo è molto frequente fra chi pratica jogging e dipende dallo sfregamento anomalo della muscolatura della coscia sull'articolazione del ginocchio: questo consuma la cartilagine, con effetti simili a quelli dell'artrosi. Il risultato è che dopo un po' dall'inizio della corsa arriva il dolore, che cresce di intensità ma si risolve completamente quasi subito dopo essersi fermati; un segno tipico del disturbo è la tendenza del ginocchio a piegarsi verso l'interno durante la corsa o gli esercizi di piegamento. In passato si pensava che la causa fosse un difetto a livello dei piedi, tale da compromettere una corretta postura; oggi si suppone che anche i fianchi possano essere coinvolti e così Tracy Dierks, l'autrice della ricerca, ha pensato che un modo per risolvere il problema potesse essere rinforzare i muscoli dell'anca attraverso esercizi mirati. «Se l'anca è più forte, senza accorgercene possiamo correggere gli errori di postura che facilitano la comparsa del dolore», spiega la ricercatrice.


ESERCIZI –
La Dierks ha misurato la forza dei muscoli dell'anca prima e dopo sei settimane di esercizi specifici, eseguiti due volte alla settimana per 30-45 minuti. L'attività sostenuta per rinforzare l'anca è semplice, per lo più si tratta di piegamenti su una sola gamba ed esercizi con una banda elastica. I risultati hanno sorpreso la ricercatrice per prima: misurando il dolore delle donne con una scala da uno a dieci (3 è il livello a cui chi corre inizia a sentir male, 7 quello a cui normalmente ci si ferma perché non si tollera più il dolore) ha verificato che prima degli esercizi una corsa di mezz'ora sul tapis roulant faceva totalizzare un punteggio pari a 7, dopo le sei settimane di intervento la stessa corsa non era più dolorosa. «Due donne hanno registrato un punteggio pari a due, il resto addirittura punteggi inferiori: in pratica, il dolore se n'è andato – dice Dierks –. Non ci aspettavamo un effetto così marcato; adesso stiamo proseguendo gli studi su numeri più consistenti. Bisogna dire però che il dolore patello-femorale è considerato un disturbo per il quale non esiste una sola causa: l'intervento che abbiamo sperimentato cerca di risolverne soltanto una, verosimilmente un trattamento del tutto efficace dovrà tenere conto anche di altri elementi». Per ora, è già qualcosa sapere che un po' di esercizi di rinforzo per l'anca magari non eliminano del tutto il dolore “da corsa”, ma possono aiutare a ridurlo.


Elena Meli


© Corriere salute - 2 luglio 2010

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