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MILANO - Capita quasi a tutti, prima o poi. Il mal di schiena è uno dei disturbi più democratici che ci siano. E per risolverlo, quando non dà tregua, c'è chi farebbe qualsiasi cosa. È pensando a loro che Christian Larivière, dell'Istituto per la Sicurezza sul Lavoro dell'Università di Montreal in Canada, ha messo a punto una macchina speciale che aiuta a fare gli esercizi più adatti alla schiena.
MUSCOLI - Il concetto che muove Larivière è semplice: «Se vogliamo promuovere lo sviluppo e la resistenza di buoni muscoli della schiena, dobbiamo focalizzarci su di loro lasciando perdere tutti gli altri, ad esempio gli estensori dell'anca». Sulla macchina del ricercatore si deve stare semi-seduti, facendo esercizi specifici di resistenza: Larivière ha condotto test su una trentina di adulti sani o con mal di schiena cronico, misurando con l'elettromiografia quali gruppi muscolari venivano di volta in volta attivati dal movimento prescritto. Il risultato, pubblicato dal Journal of the American College of Sports Medicine, è chiaro: gli esercizi riducono dolore e disabilità associati alla lombalgia, agendo direttamente e specificamente sui muscoli della schiena. L'elettromiografo è parte integrante del macchinario: «Grazie a questo strumento possiamo infatti individuare e far lavorare i muscoli "stanchi" che però non mostrano ancora quel deterioramento della forza che poi può peggiorare il mal di schiena». Con un cuscino a stabilizzare il bacino e con estensioni frequenti delle gambe la macchina funziona ancora meglio nel rafforzare i muscoli della schiena, dice il medico. L'ATTIVITÀ GIUSTA - Il macchinario del canadese è ovviamente ancora tutto da studiare e ancora non si sa quando potrà essere a disposizione dei tanti che devono fare i conti con la lombalgia (succede prima o poi a sette persone su dieci, secondo alcune stime). Macchina anti-mal di schiena a parte, quindi, come far passare il dolore aiutandosi con l'attività fisica? «Intanto bisognerebbe pensare alla prevenzione: nessuna attività fisica è proibita purché ci si muova - esordisce Stefano Negrini, direttore scientifico di Isico (Istituto scientifico italiano colonna vertebrale) -. Il problema degli adulti, oggi, è la scarsità di esercizio fisico: per prevenire il mal di schiena, ben venga il movimento in tutte le sue forme. Detto questo, quando c'è un mal di schiena in fase acuta (ovvero nei primi 15-30 giorni) è importante non immobilizzarsi o, se proprio diventa indispensabile, farlo per il minor tempo possibile. Non esiste nessuna dimostrazione scientifica che l'esercizio fisico possa aiutare in questa fase, ma muoversi fa certamente bene alla schiena; inoltre, il 95 per cento dei casi di mal di schiena si risolve da sé nel giro di un mese indipendentemente da farmaci o altri interventi».
MAL DI SCHIENA CRONICO - Quando invece il mal di schiena diventa cronico, le cose cambiano e il fai da te è sconsigliabile: il movimento giusto, stabilito da una equipe multidisciplinare di medici e terapisti, può fare la differenza. «Bisogna recuperare la schiena a 360 gradi: per farlo non ci si può "fissare" su un solo tipo di esercizi, per un solo gruppo muscolare, ma prevedere attività che riportino a un equilibrio complessivo attraverso esercizi di stretching, di rinforzo e per il controllo della qualità del movimento - prosegue Negrini -. Alcuni approcci fisioterapici si rivelano fallimentari proprio perché considerano un solo aspetto: una varietà di esercizi, invece, funziona molto meglio. Per questo sarebbe sempre opportuno rivolgersi a una struttura che possa seguire il paziente con almeno due professionisti, medico e fisioterapista: un approccio multidisciplinare dà risultati migliori», conclude Negrini. |
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