«L’attenzione al fenomeno della disabilità e al suo impatto sociale, sanitario e pastorale nella vita delle persone deve essere sempre più ampia ed efficace, con dati precisi che descrivano il fenomeno, incentivi alla medicina riabilitativa e reti di relazioni per accrescere vicinanza e condivisione». A dirlo è don Andrea Manto, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità della Cei riferendosi alla frammentazione dei dati e degli interventi sulla disabilità e alla necessità, in questo particolare segmento della medicina, di un approccio culturale nuovo per «fare sistema» da parte sia delle strutture ospedaliere e residenziali sia dei responsabili della programmazione e dell’erogazione dei servizi di cura sul territorio.
«La disponibilità di informazioni corrette e aggiornate sulle persone con disabilità è presupposto essenziale per un accompagnamento pastorale adeguato e per una pianificazione di strategie d’intervento che favoriscano la loro piena partecipazione allo sviluppo sociale, la tutela dei loro diritti e della loro dignità e la promozione di pari opportunità di accesso a impiego, istruzione, informazione, beni e servizi. Per questo – prosegue don Manto – è nato l’Osservatorio permanente della disabilità e della riabilitazione promosso dall’Ufficio Cei di pastorale sanitaria e facente capo all’Aris, con lo scopo di monitorare le principali problematiche clinico-scientifiche, politico-istituzionali, etico-antropologiche e organizzativo-gestionali». Una nuova realtà nel solco della storica e consolidata tradizione di presenza della Chiesa a servizio dei malati.
«C’è sempre più l’esigenza di rendere evidenti i processi e gli esiti della presa in carico riabilitativa, di consolidare linee guida e protocolli operativi per affrontare la disabilità plurima e complessa, specie nell’età evolutiva» afferma Fiammetta Marchionni, neuropsichiatra responsabile della formazione dell’Istituto Serafico di Assisi. Gli fa eco Gino Brunozzi, presidente dell’Istituto: «Ci sentiamo pienamente impegnati nel documentare la qualità del nostro lavoro di diagnosi, cura, riabilitazione, ricerca, in attesa di risposte congrue e credibili da parte della istituzioni». Rafforzare le capacità progettuali delle strutture sociosanitarie di matrice religiosa perché il prendersi cura delle persone con disabilità è un’esigenza fondamentale che proprio l’Aris, a conclusione del recente convegno di Assisi dal titolo «Elementi di specialistica integrata nel trattamento della disabilità grave», ha posto come uno dei pilastri fondamentali della sua attività.
«Partecipare in modo documentato e propositivo alla programmazione nazionale di indirizzo delle attività è uno degli obiettivi dell’Osservatorio – ha detto Sergio Dugone del coordinamento nazionale dei centri di riabilitazione Aris intervenuto al convegno presso l’Istituto Serafico – ma anche quello di raccogliere le informazioni in ambito regionale e sui singoli servizi e strutture allo scopo di favorire nuove forme di collaborazione con gli attori territoriali (istituzioni regionali, enti locali, famiglie, terzo settore), con particolare riguardo alle buone pratiche e agli aspetti innovativi».
L’Osservatorio si pone dunque come luogo di confronto e collaborazione tra gestori di servizi e portatori di interesse verso di essi, nel tentativo di avviare processi di sistema per l’analisi dei problemi e delle risposte ad ogni livello. «Si lavora in primo luogo su processi leggeri con momenti periodici di confronto tematico aperti a tutti. Tuttavia, per accrescere la consapevolezza di partecipare a un’impresa comune e per migliorare la capacità comunicativa e la visibilità del percorso – aggiunge Dugone – si svilupperà una struttura più articolata chiamata a gestire strumenti ulteriori».
Si pensa a banche dati soggette a periodico aggiornamento, a repertori di documenti per aree tematiche o territoriali, a pubblicazioni, all’utilizzo sistematico dei media più adeguati come internet. Interattività, confronto aperto e partecipato, condivisione dei percorsi professionali e delle competenze, sono i punti operativi vincenti ai quali si aggiungono la produzione di documenti base, le pubblicazioni su tematiche specifiche e la copertura di spazi nella stampa interna ed esterna del settore.
Vincenzo Grienti
© Avvenire - 17 gennaio 2010
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