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Dichiarazione del Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella 19 settembre 2009
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earth_in_our_hands.jpg Finora abbiamo assistito ad una sorta di bipolarismo etico: un'etica sociale di cui la  sinistra si riteneva interprete, che si occupava di difendere i poveri, gli emarginati, gli stranieri, ed un'etica della vita, che invece spettava alla destra, più attenta a tutelare inizio e fine vita, la famiglia, e gli aspetti legati alla questione antropologica.

L'enciclica "Caritas in veritate" ha fatto saltare questa divisione, sostenendo che la questione sociale è "integralmente questione antropologica".

Possiamo fare alcuni esempi di come nella politica le questioni siano già intrecciate.

 

Un esempio è quello della conservazione delle staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale: la sinistra, con il governo Prodi, aveva rovesciato la tradizionale politica solidaristica seguita per la conservazione del sangue, consentendo, per il sangue del cordone ombelicale, la conservazione per sé, a pagamento, e accettando, in linea di principio, una differenza nell'accesso alle cure, mettendo in discussione la cultura del dono, promossa da decenni nel nostro paese dalle reti di cittadini donatori di sangue e organi. La comunità scientifica ha bocciato la conservazione per sè, e la politica, con il nostro governo, ha impedito che circuiti di biobanche private intervenissero nel settore, salvaguardando quindi l'aspetto pubblico e solidaristico, oltre che quello scientifico, della conservazione del sangue cordonale.

Un altro esempio è connesso alla fecondazione assistita: quando si parla di diritto alla fecondazione eterologa, cioè all'uso di gameti estranei alla coppia infertile, si crea un immediato problema sociale, quello della compravendita dei gameti femminili, gli ovociti. La donazione degli ovociti non esiste: per disporre di un numero adeguato di ovociti da fecondare, le donne si devono sottoporre a stimolazioni ormonali, e a un intervento chirurgico in anestesia generale. Un trattamento pesante, impensabile da farsi gratuitamente. Opporsi alla fecondazione eterologa, come ha fatto finora il nostro schieramento, significa innanzitutto evitare il commercio di ovociti, un mercato che colpisce innanzitutto le donne vulnerabili, quelle giovani e povere.

La questione sociale è legata a quella antropologica, quindi, come dice l'enciclica, e la politica ne deve tenere conto.

© ministero della salute - 19 settembre 2009

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