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Cordone ombelicale, tenerlo o donarlo? |
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MILANO - Il sangue placentare è ricco di cellule staminali in grado di dare origine a globuli rossi, bianchi e piastrine. Al momento del parto, può essere prelevato dal cordone ombelicale e conservato. Le cellule cordonali vengono trapiantate per curare varie malattie: linfomi, leucemie, aplasie midollari, talassemie, immunodeficienze congenite, alcuni difetti metabolici. In Italia il sangue cordonale può essere donato a scopo solidale, o raccolto a uso «dedicato», per curare il neonato stesso, o un familiare con malattie per le quali è indicato il trapianto. Il deposito «personale», cioè ad uso esclusivo del neonato non è consentito nel nostro Paese, ma può essere realizzato presso biobanche all'estero, previa autorizzazione del ministero della Salute. Le mamme interessate alla donazione del sangue cordonale possono chiedere informazioni all'ospedale dove partoriranno. La donazione è volontaria, gratuita e anonima.
L'opzione "personale"
«Tenetelo: potrebbe esservi utile in futuro»
Stefano Grossi, ginecologo, tra i primi a proporre in Europa la conservazione per uso privato: «Si accampano ragioni etiche a favore del dono delle cellule staminali, ma oggi il 95 per cento delle cellule cordonali finisce nei rifiuti speciali ospedalieri» di Carlo Arcari - Leggi l'articolo >>>
L'opzione "sociale"
«Donatelo: di sicuro non andrà sprecato»
Paolo Rebulla, responsabile della biobanca pubblica di Milano per le staminali cordonali: «Il trapianto da donatore di staminali da cordone è una realtà consolidata, che nel mondo ha permesso di curare oltre diecimila persone, la metà bambini» di Donatella Barus - Leggi l'articolo >>>
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