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| Contro H. zoster negli over 60 |
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| L'organismo statunitense per le vaccinazioni ACIP ha pubblicato nuove linee guida per la prevenzione dell'Herpes zoster relative al vaccino vivo attenuato approvato nel 2006 contro l'infezione nelle persone oltre i 60 anni di età. L'immunizzazione utilizza lo stesso ceppo impiegato per quelle contro la varicella, ma con una potenza minima al limite di 14 volte rispetto a quella dell'anti-varicella a singolo antigene. In un'ampia sperimentazione clinica il vaccino si è mostrato parzialmente efficace nel prevenire la malattia, nel diminuire la gravità e le durata del dolore e nel prevenire la nevralgia post-erpetica in soggetti che avevano sviluppato lo zoster; si può ridurre il rischio dell'infezione del 51,3%, il carico della malattia del 61% e il rischio della nevralgia del 66,5%. In assenza di controindicazioni, il vaccino è raccomandato per tutti gli ultra 60enni, compresi quelli con precedenti episodi di zoster o con patologie croniche; non è invece indicato per trattare lo zoster in fase acuta, per prevenire la nevralgia post-erpetica in persone con l'infezione acuta, né per trattare l'insorgenza della nevralgia post-erpetica. Prima della somministrazione è necessario informarsi dal paziente sulla storia di varicella o sull'immunità alla varicella determinta con test sierologico. L'anti-zoster, si afferma, andrebbe offerto ai pazienti alla prima occasione di visita e la somministrazione dovrebbe avvenire per via sottocutanea nel deltoide; non è prevista una dose booster. Se il vaccino è somministrato simultaneamente al trivalente antinfluenzale l'immunogenicità non risulta compromessa, mentre non ci sono dati relativi alla concomitanza con altri vaccini raccomandati negli ultra 60enni; l'immunizzazione non è approvata per persone sotto quest'età e non è raccomandata per individui di qualsiasi età che hanno ricevuto la vaccinazione anti-varicella. Controindicazioni sono allergie ai componenti del vaccino, immunocompromissione e gravidanza, in presenza di patologia acuta severa è meglio rimandarla a quando il soggetto si è riabilitato. (Morb Mortal Wkly Rep 2008;57:1-30) |
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