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Codacons: basta con finte bevande analcoliche per minorenni
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ROMA - Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat aumenta il consumo di alcol tra i più giovani. Per il Codacons si tratta di dati molto preoccupanti ed allarmanti. L'aumento del consumo del 18.5% tra 14 e 17 anni di aperitivi, amari e superalcolici ed il dato secondo il quale i comportamenti a rischio sono diffusi anche tra gli adolescenti di 11-17 anni (il 17,8% dei maschi e il 12,3% delle femmine, pari a 613 mila persone), richiedono un intervento immediato della politica, alla quale l'associazione chiede cose precise. Per il Codacons è indispensabile l'applicazione rigorosa della vigente normativa e vanno comminate le pene massime previste per chi somministra bevande alcoliche ad un minore di anni sedici, pene che vanno fino alla sospensione degli esercizi.


«TRAVESTIMENTI» - «È necessaria la piena applicazione dell'art. 689 del codice penale, articolo non applicato, in particolare, per chi vende le finte bibite. Stiamo parlando di quei prodotti alcolici travestiti da innocue bevande, ma che in realtà hanno una gradazione di 5/6 gradi, ben superiore a quella fissata per legge per essere considerate analcoliche (1,2 gradi è il tetto fissato dalla Legge n. 125/2001). Questi drink sono diretti ad un pubblico giovanile, vengono spacciate come semplici bevande fresche e dissetanti e sono molto diffuse nei locali per i giovani. Sono proprio queste finte bibite ad essere vendute anche ai minori di anni 16, violando le norme vigenti. Per questo il Codacons chiede controlli rigorosi nei locali e la sospensione degli esercizi colpevoli. Inoltre è opportuno - conclude il Codacons - che il Ministero della Pubblica Istruzione e le Regioni diano inizio ad una massiccia campagna di informazione nelle scuole per far conoscere ai giovani i rischi connessi al consumo di alcol e contrastare mode pericolose e dannose per la salute». (AGI)

© Corriere della Sera - 22 aprile 2010

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