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Certificato di assistenza al parto (CeDAP) - Anno 2005
Ultime notizie farmaceutiche
Con la presente edizione del Rapporto prosegue il percorso di miglioramento della rilevazione, avviata nel 2002, e di arricchimento delle prospettive di analisi dei dati.

In sintesi i dati mostrano i seguenti risultati:
  1. La rilevazione 2005, con un totale di 560 punti nascita, presenta una migliore copertura rispetto agli anni precedenti: ben il 37% di schede in più rispetto al 2002; un numero di parti pari al 92,2% di quelli rilevati con la Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) nell'anno 2005 ed un numero di nati vivi pari al 92,3% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno. La qualità dei dati risulta buona per gran parte delle variabili, sia in termini di correttezza che di completezza.
  2. Oltre l'88% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici, l'11,6% nelle case di cura e solo 0,18% a domicilio. Il 63,7% dei parti si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Tali strutture, in numero di 188, rappresentano il 33,6% dei punti nascita totali. Il 10,8% dei parti ha luogo invece in strutture che accolgono meno di 500 parti annui.
  3. Per il 2005, il 13,8% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana. Tale fenomeno è più diffuso al centro nord dove quasi il 20% dei parti avviene da madri non italiane. Le aree geografiche di provenienza più rappresentative, sono quella dell'Europa dell'Est (41%) e dell'Africa (25%). Le madri di origine Asiatica e Sud Americana sono rispettivamente il 16% ed il 10% di quelle non italiane. L'età media della madre è di 31,9 anni per le italiane mentre scende a 28,6 anni per le cittadine straniere. I valori mediani sono invece di 31,6 anni per le italiane e 27,7 anni per le straniere. Delle donne che hanno partorito nell'anno 2005 il 40,9% ha una scolarità medio alta, il 41,5% medio bassa ed il 17,6% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale invece una scolarità medio bassa (53%). L'analisi della condizione professionale evidenzia che il 50,4% delle madri ha un'occupazione lavorativa, il 39,1% sono casalinghe e il 10,5% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. La condizione professionale delle straniere che hanno partorito nel 2005 è per il 58,7% quella di casalinga a fronte del 61,8% delle donne italiane che hanno invece un'occupazione lavorativa.
  4. Nel 91% dei casi la donna ha accanto a sé al momento del parto il padre del bambino, nel 7,6% un familiare e nell'1,4% un'altra persona di fiducia. La presenza di una persona di fiducia piuttosto che di un'altra, risulta essere influenzata dall'area geografica.
  5. Si conferma il ricorso eccessivo all'espletamento del parto per via chirurgica. In media, il 37,3% dei parti avviene con taglio cesareo, percentuale molto superiore alla soglia del 10-15% che secondo l'OMS garantisce il massimo beneficio complessivo per la madre ed il bambino. La percentuale di tagli cesarei è più alta per i parti che avvengono in case di cura private (59,9% nelle case di cura accreditate e 72,6% in quelle non accreditate) mentre negli ospedali pubblici si ricorre al cesareo nel 34,2% dei casi. Il parto cesareo è più frequente nelle donne con cittadinanza italiana rispetto alle donne straniere: nel 27,2% dei parti di madri straniere si ricorre al taglio cesareo mentre si registra una percentuale del 39,2% nei parti di madri italiane.
  6. In circa l'83% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,6% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. La percentuale di donne italiane che effettuano la prima visita oltre la 12° settimana è pari al 4,6% mentre tale percentuale sale al 18,6% per le donne straniere. Le donne con scolarità bassa effettuano la prima visita più tardivamente rispetto alle donne con scolarità medio-alta: si sottopongono alla prima visita oltre la 12° settimana il 12,5% delle donne con scolarità bassa, mentre per le donne con scolarità medio-alta la percentuale è meno del 5%. Per le donne più giovani si registra una frequenza più alta di casi in cui la prima visita avviene tardivamente (17,8% nelle madri con meno di 20 anni). In media, inoltre, sono state effettuate circa 16 amniocentesi ogni 100 parti. A livello nazionale alle madri con più di 40 anni il prelievo del liquido amniotico è stato effettuato in quasi la metà dei casi. 
  7. Per circa 4.564 parti si è fatto ricorso ad una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA), in media 0,9 ogni 100 gravidanze. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell'utero (FIVET), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (ICSI).
  8. L'1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi ed il 5,8% tra 1.500 e 2.500 grammi. Nei test di valutazione della vitalità del neonato tramite indice di Apgar, il 99,3% dei nati ha riportato un punteggio a 5 minuti dalla nascita compreso tra 7 e 10.
    9. Sono stati rilevati 1.458 nati morti corrispondenti ad un tasso di natimortalità, pari a 2,85 nati morti ogni 1.000 nati, e 3.078 nati con malformazioni. L'indicazione della causa è presente rispettivamente solo nel 34,8% dei casi di natimortalità e nel 64% di nati con malformazioni. 

Consulta il Certificato di assistenza al parto (CeDAP). Analisi dell'evento nascita - anno 2005

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