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| Cardiologi, con crisi a rischio cuore manager ed esercito partita Iva |
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Perdita del posto di lavoro, cassa integrazione, angoscia della quarta settimana del mese, timore del domani soprattutto per i figli, fine delle certezze. Dall'impiegato all'operaio, ma soprattutto manager ed esercito dei lavoratori a partita Iva, il cuore degli italiani cede ai colpi della crisi economica: avanza il male di vivere, con quasi 7 connazionali sui 100 che hanno sofferto di un episodio depressivo nel 2009. E questo peggiora lo stato cardiovascolare di una persona. L'allarme lo lanciano i cardiologi riuniti a Roma per il 71esimo congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic). "E' un quadro preoccupante quello che stiamo verificando nella nostra quotidianità - ha detto il presidente della Sic Paolo Marino - anche perché la crisi economica piomba sul cuore in un momento in cui stavamo registrando un calo della mortalità per malattie cardiovascolari grazie alla prevenzione". Le cicliche crisi economiche, hanno osservato i cardiologi, come quelle del '29 e degli anni '70, ci hanno insegnato che l'incertezza dell'oggi e la paura del domani causano o aumentano i pericoli per cuore e arterie. Nel dettaglio, "rischiano ripercussioni cardiache tutti gli individui vittime della crisi - ha evidenziato Marino - nessuno escluso. In primo luogo i manager: vivono una situazione estremamente stressante e non solo per le sorti della propria azienda, di cui sono proprietari o dirigenti, ma anche per quella dei dipendenti". "C'è poi l'esercito delle partite Iva - prosegue l'esperto - molto presente specie nel Nord Italia: sono persone che improvvisamente vedono venir meno il loro, piccolo o grande, volume di affari. E arriviamo all'operaio o all'impiegato che hanno perso il lavoro e che, non bisogna sottovalutarlo, vivono lo stress giorno dopo giorno in famiglia, costretti a stare a casa o a girovagare alla ricerca di un lavoro e a tagliare le spese, specie nei confronti dei figli. Infine, i pensionati: vivono quasi con terrore la quotidianità, magari già con un problema cardiaco alle spalle". Insomma, tutte queste situazioni, unite all'alimentazione sregolata che consegue alla situazione stressante e alla mancanza di esercizio fisico, "espongono a un rischio facilmente comprensibile", ha concluso il cardiologo. © ADN Kronos |
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