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| Ascoltare il silenzio: diagnosticare precocemente l’autismo |
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La diagnosi del Disturbo dello Spettro Autistico è sempre avvenuta in media intorno al 5° - 6° anno d’età; nei casi più fortunati intorno ai due anni. Tutto questo perché i parametri su cui si basa la diagnosi sono l’interazione sociale, il gioco, la comunicazione verbale: tutti fattori impossibili da studiare prima dei due anni. Oggi, invece, grazie ai nuovi strumenti diagnostici messi a punto dalla ricerca, e basati sull’analisi vocale e motoria dei bambini nei primi mesi di vita, è possibile anticipare l’età di valutazione dell’autismo. In virtù di un accordo raggiunto da 6 Società Scientifiche di Pediatria, il 22 ottobre partiranno i corsi di formazione continua, rivolti ai pediatri e al personale medico-scientifico per una diagnosi precoce dell’autismo e del ritardo mentale. Duplice obiettivo dei corsi è redigere alcune linee guida per un inquadramento diagnostico precoce e impostare un piano di cura che agevoli il più possibile la crescita del bambino, tenendo conto del nucleo familiare nel quale è inserito. Le Società Scientifiche coinvolte sono: Società italiana di Pediatria (SIP); Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS); Società Italiana di Neurologia Pediatrica (SINP); Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP); Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (SINPIA), Società Italiana Malattie Genetiche Pediatriche e Disabilità Congenite (SIMGePeD). I corsi residenziali ECM, organizzati con il supporto di IdeA-Z, prevedono la presenza di Pediatri, Psicologi, Infermieri pediatrici, Neonatologi, Neuropsichiatri infantili e Logopedisti assicurando una formazione multidisciplinare. A sostegno delle nuove teorie per cogliere i segni anticipatori della diagnosi ci sarà la dottoressa Maria Luisa Scattoni responsabile del Progetto “Non Invasive tools for early detection af Autism Spectrum Disorders” finanziato dal Ministero della Salute. I corsi avranno inizio il 22 ottobre a Milano e raggiungeranno, il mese successivo, la regione Campania. Il percorso formativo proseguirà in modo uniforme su tutto il territorio italiano, con una formazione interattiva che prevede l’utilizzo di materiale audio-video e proiezioni di filmati rivolta a 50-60 pediatri per volta. Il coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie sarà un momento indispensabile per favorire un ponte di comunicazione tra i medici e i soggetti coinvolti con Disturbo Autistico e ritardo mentale. Ecco un’iniziativa lodevole e che fa ben sperare in azioni concrete rivolte alla diagnosi precoce di questo disturbo che influenza la qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie. [lm&sdp] Source: ufficio stampa Gas communication © www.lastampa.it - salute - 20 ottobre 2011 |