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Sommando e sottraendo le differenze (aumenti e diminuzioni) tra gli aborti di ciascun anno (media 163.334), risulta che quelli complessivamente evitati in trent’anni sono solo poco più di 50mila. A questi pochi, però, bisogna accostare gli aborti clandestini non evitati. Secondo l’Istat, i clandestini erano, nei primi anni della legge, non meno di 50.000 e ora, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, sono 20.000. Ipotizzando una media prudente di 30.000 l’anno, si ottiene un totale di 900.000 aborti clandestini. Il milione di aborti clandestini di cui parla l’Unità è, dunque, il numero non di quelli evitati, ma di quelli compiuti, che porta il totale di trent’anni di legge a un po’ meno di sei milioni. E poiché prima della legge le stime più serie (Università di Padova) parlavano di un numero di aborti clandestini più vicino a cento che a duecentomila l’anno, senza la legge gli aborti di questo trentennio sarebbero stati non più di 4 milioni. Dunque la 194 ci ha regalato forse due milioni di creature uccise prima ancora di nascere. Senza contare le decine e forse le centinaia di migliaia di concepiti abortiti nei loro primi due o tre giorni di vita con le pillole del giorno dopo sponsorizzate dal Ministero e con i dispositivi intrauterini. Altro che «legge efficace, saggia e lungimirante» come la ministra Turco la definisce nella sua ultima relazione. IL RISCHIO «Per la 194, senza se e senza ma»: il Manifesto, venerdì 15. «Sì, l’unica parola che conta è quella della donna», «Il Vaticano odia le donne. Da sempre», «Embrione contro donna e il terzo gode», «La settimana dei feti(cisti)», «Io ridico: l’aborto non è un dramma», «Noi diciamo il feto non è vita»: Liberazione, giovedì 7 e domenica 10. «Spada e aspersorio dei crociati antiaborto»: Corrado Augias, La Repubblica, mercoledì 6. «È in pericolo il destino dei diritti [...] Una regressione civile è già in atto», c’è il rischio di «un pieno riconoscimento del diritto alla vita del concepito»: Stefano Rodotà, noto giurista, Repubblica, giovedì 14. Ma i dogmatici, i fondamentalisti e gli integralisti sono i cattolici. SENZA TITOLO «Adoro mia figlia ma avrei scelto l’aborto». E senza commento... (Da La Repubblica, rubrica delle lettere di Corrado Augias, martedì 12). Fonte Avvenire |
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