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Genitori: la salute arriva con due figli |
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Mettere al mondo dei figli può giovare molto alla salute della mamma e del papà, a meno che questi non superino mai il numero di due. A sostenerlo una ricerca pubblicata sulla rivista Social Science & Medicine.
"Quattro o più figli possono avere effetti avversi aumentando i livelli di stress, causando svantaggi socio-economici e sullo stile di vita, annullando o superando i benefici sociali dell'essere genitori", afferma la ricercatrice inglese Emily Grundy della London School of Hygiene & Tropical Medicine.
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Il cerotto fisioterapista che rimette in movimento |
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MILANO - Sono pochi gli atleti che riescono a farne a meno e così, sempre più spesso, chi assiste a una competizione sportiva si ritrova a domandarsi che cosa sia quel coloratissimo «tatuaggio» esibito dai campioni. «Inventato» negli anni ‘70 dal chiropratico giapponese Kenzo Kase, alla ricerca di un metodo in grado di prolungare gli effetti del trattamento manuale, il Kinesio Tex Tape, di strada ne ha fatta parecchia. Questa sorta di nastro adesivo, che per elasticità e leggerezza si presenta con una consistenza simile a quella della pelle, fu utilizzato con successo ai Giochi Olimpici di Atene del 2004 da alcuni atleti di alto livello - due nomi su tutti, Tiger Woods e Lance Armstrong - e quattro anni dopo a Pechino invase stadi, piste e piscine.
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Diabetici, pochi pensano ai reni |
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MILANO - I reni, questi sconosciuti. Vien voglia di commentare così i risultati di un'indagine europea sulla consapevolezza della malattia renale cronica da parte di pazienti a rischio come i diabetici, presentata a Strasburgo in occasione della Giornata Mondiale del Rene 2010: solo il 22 per cento dei diabetici sa esattamente a che cosa servono i reni, appena il 41 per cento ha parlato della cura dei reni con il proprio medico.
RISCHIO - Un bel problema per una categoria di pazienti che rischia molto la salute dei reni: i diabetici vanno incontro a insufficienza renale in un caso su tre. Secondo l'indagine, condotta su 962 pazienti in Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna (i partecipanti italiani erano 203), quattro diabetici su dieci non si sono mai sottoposti consapevolmente a un controllo della funzionalità renale (anche se i test per valutare la capacità di filtrazione renale andrebbero ripetuti non meno di due volte all'anno, nei soggetti a rischio). Così, sebbene due diabetici su tre sappiano di essere in pericolo e la metà sia consapevole che fra le conseguenze dell'insufficienza renale ci sono il trapianto e la temuta dialisi, nella pratica si parla ben poco dei reni e soprattutto si fa ancor meno per tenerli sotto controllo. Un problema che probabilmente deriva dal fatto che i reni smettono di fare il loro lavoro silenziosamente, senza dare alcun indizio della pericolosa china su cui si stanno avviando: i reni malati non danno sintomi, sono organi «muti», così sono molti i pazienti che pur sentendosi in piena forma scoprono all'improvviso, magari in seguito a un check-up o a un controllo svolto per altri motivi, che i loro reni non funzionano bene. Se a questo si aggiunge che pure il diabete è una malattia «muta», di cui spesso non ci si accorge se non quando la situazione è già abbastanza compromessa, si capisce perché le malattie renali sono ormai un'emergenza mondiale: riguardano una persona su dieci, e la tendenza è all'aumento.
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Legge su cure palliative e terapia del dolore |
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Approvata il 9 marzo in via definitiva alla Camera, con 476 voti favorevoli, la legge recante disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.
Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha espresso la soddisfazione del Governo e la propria personale, anche come medico, perché la legge, approvata in un clima di "assoluto e positivo confronto", rappresenta "un traguardo importante".
"La legge in esame - ha dichiarato - migliora la qualità di vita di chi vive in una situazione di sofferenza fisica e sostiene le famiglie, che vivono quindi un dramma non paragonabile agli altri drammi."
Il Ministro ha sottolineato che il provvedimento "colma un grosso vuoto". Attualmente infatti i malati terminali in Italia che ogni anno necessitano di cure palliative sono 250 mila, 160 mila sono oncologici e 90 mila con altre patologie: patologie cardiache, respiratorie, neurologiche e infettive. Accede tuttavia al programma di cure palliative solo il 40 per cento dei malati oncologici e meno dell'1 per cento di quelli non oncologici.
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