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| Ricerca senza freni: a Londra cresce il dissenso |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 31 marzo 2008 | |
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Ha una portata storica la decisione del premier britannico Gordon Brown di offrire ai membri del suo esecutivo la libertà di voto sulla nuova legge che regolerà il campo delle fecondazione artificiale ed embriologia in Gran Bretagna. La decisione, maturata dopo forti pressioni, è arrivata alla vigilia del voto alla Camera dei Comuni, che sarà chiamata proprio tra qualche settimana – anche se la data precisa non è stata ancora resa nota – a esprimere il verdetto finale su un disegno di legge che andrà a revisionare l’atto del 1990, lo Human Fertlisation and Embryology Bill. Il fatto che Brown si sia arreso alle richieste non solo della Chiesa Cattolica, ma di alcuni membri del suo stesso governo «è importantissimo e non ha molti precedenti», spiega Josephine Quintavalle di Core, dell’associazione Comment on Reproductive Ethics. «Il compito dei deputati che si oppongono – continua – è ora quello di spiegare all’opinione pubblica il significato delle legge e le regioni per cui vi si oppongono. Quello della gente, invece, è di dare l’appoggio ai deputati che vogliono votare contro. Creerà stupore, ma la maggior parte dei cittadini britannici non conosce affatto i temi al centro delle polemiche su questo voto». Tra i quali, lo ricordiamo, si impongono all’attenzione internazionale almeno quattro nodi cruciali: il via libera alla creazione di embrioni ibridi, l’eliminazione della figura del padre nei trattamenti di fecondazione artificiale, il permesso alle coppie lesbiche di avere figli senza la necessità del padre e l’avvio di modificazioni genetiche ai feti per la creazione di "fratelli salvatori" (serbatoi di organi e tessuti per quelli effettivamente venuti alla luce). In base alla decisione di Brown, ora i parlamentari laburisti e i ministri che si oppongono alla legge (generalmente vincolati alla cosiddetta Three Line Whip, l'obbligo di votare a favore di una legge promossa dal governo, pena le dimissioni) potranno esprimere il loro voto di coscienza, ma solo su tre aspetti di questa e solo alla sua prima lettura. Quando si tratterà della seconda e ultima lettura dovranno votare a favore del progetto generale di legge. Tra i punti sui quali potranno votare "contro" c'è quello di permettere alla ricerca di creare embrioni ibridi. L'opposizione più forte, oltre a quella della Chiesa Cattolica - che durante il fine settimana di Pasqua ha fatto sentire la sua voce chiedendo a Gordon Brown di garantire libertà di voto - si registra all'interno dell'esecutivo. Il ministro della Difesa Des Browne ha detto, subito dopo aver appreso la decisione di Brown, di essere soddisfatto della libertà di voto concessa in merito ad alcune delle parti più controverse della legge, ma non ha rivelato come voterà sulla legislazione in totale. Il segretario del Galles, Paul Murphy, uno dei tre ministri cattolici del gabinetto, ha ammesso anche lui di essere sollevato dalla decisione del premier e ha confermato che voterà con il governo alla terza lettura. Ruth Kelly, ministro dei Trasporti, non ha invece commentato, anche se qualche giorno fa ha cercato di convincere il mondo della scienza a concentrarsi su altri metodi per la ricerca sulle cellule staminali che escludano l'uso degli embrioni. «La scienza - ha detto - ha già dimostrato di poter ottenere lo stesso fine usando le cellule dell'epidermide adulta o del cordone ombelicale. Non capisco perché la ricerca si ostina a voler usare gli embrioni». Ma la "ribellione" in corso non riguarda solo l'esecutivo, visto che il leader del partito conservatore, David Cameron ha già annunciato la libertà di coscienza per i suoi e visto che sulle panche dei deputati laburisti molti si sono alleati per ottenere la stessa possibilità. Per esempio Geraldine Smith, cattolica, deputata laburista, si è detta molto rincuorata: «Se Brown fosse rimasto sulle sue posizione - ha detto - avrebbe creato una situazione molto difficile per noi che per dilemmi etici, religiosi o di altra natura, sentiamo che non è giusto votare contro la nostra coscienza. Inoltre non sarebbe stata una mossa politica strategica da parte del premier: si sarebbero creati molti risentimenti». Anche l'ex ministro Stephen Byers, non cattolico, ha ammesso che la libertà di voto è essenziale per alcuni aspetti del disegno di legge. «Come deputato laburista non cattolico - ha sottolineato l'ex ministro del Commercio e dell'Industria - su alcune questioni voglio arrivare alla mia decisione e non essere istruito da altri. Non si può ridurre la questione della creazione di ibridi a un semplice esercizio politico». |
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