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Londra tira dritto sugli embrioni-chimera |
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Scritto da Administrator
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martedì 20 maggio 2008 |
Lunedì scorso il primo voto generale, che ha sancito l'approvazione definitiva dell'aggiornamento delle norme sulla fecondazione artificiale e sull'embriologia.
Ieri e oggi gli ultimi, decisivi passi: riuniti dalle prime ore del pomeriggio nella Camera dei Comuni, i deputati britannici tra stanotte e domani decideranno se dare il loro assenso definitivo agli aspetti particolari previsti dalla revisione della norma. Su tutti, la controversa questione della creazione di ibridi uomo-bovino per la ricerca, che ieri sera ha passato l'esame del Parlamento con 336 sì e 176 no, dopo che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito politico britan- nico, e non solo, nelle file dei conservatori e dei laburisti. Se ancora domenica, infatti, il primo ministro Gordon Brown in persona si è 'scomodato' per scrivere un lungo e accorato articolo sul quotidiano
Observer, sottolineando di essere determinato a votare in favore della norma - che secondo lui garantirebbe la salvezza di innumerevoli vite, su tutte quella del suo figlio più piccolo, Fraser, affetto da fibrosi cistica -, molte sono state fino all'ultimo le voci critiche all'interno dello stesso governo, che considerano l'ipotesi della creazione di embrioni-chimera come un atto del tutto immorale: è il caso dei tre ministri cattolici Ruth Kelly, Des Brown e Paul Murphy, che si sono ribellati contro il disegno di legge ottenendo dallo stesso Brown la garanzia della libertà di voto sugli aspetti più problematici della legge.
Combattivi - benché il leader David Cameron si sia dichiarato favorevole all'emendamento -, anche numerosi deputati conservatori, come Edward Leigh, che proprio ieri all'apertura dei lavori ai Comuni si è nuovamente scagliato contro l'ipotesi della creazione di ibridi, sottolineandone l'inconsistenza scientifica: «Non c'è nessuna prova che la ricerca su questi embrioni possa garantire una cura per malattie come il Parkinson o l'Alzheimer». Una tesi corroborata dai risultati ottenuti, poco meno di un mese fa, nei laboratori della Newcastle University (dove i primi ibridi creati in laboratorio sono morti dopo appena 72 ore) e che tuttavia è stata rigettata dai Comuni quasi subito, nel corso del dibattito di ieri.
La questione delle chimere, peraltro, non è l'unico argomento controverso sul tavolo dei deputati britannici, chiamati a decidere in queste ore sull'abolizione della figura paterna come prerequisito per l'accesso della donna alla fecondazione assistita. Sulla norma, che - oltre ad aprire la procreazione assistita alle coppie lesbiche - cancellerebbe il diritto naturale del nascituro ad avere un padre, proprio ieri il Times ha tuttavia reso noto un dietro-front a sorpresa dello stesso Brown: su questo punto sembra che il Primo ministro sarebbe disposto ad accettare eventuali «compromessi», a patto che i deputati votino a favore di tutti gli altri emendamenti.
Infine, riflettori puntati anche sul voto per l'abbassamento del limite dell'aborto da 24 a 22 settimane e per i provvedimenti definiti dai cattolici britannici come i pilastri di una nuova «scienza Frankenstein»: la creazione di fratellini "salvatori', pre-selezionati in vitro e creati con l'apposito scopo di sopperire con tessuti e organi alle eventuali deficienza o patologie di quelli nati, e la rimozione del divieto di qualsiasi modificazione genetica di embrioni umani.
News by Avvenire
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