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La forza dell'alligatore contro le infezioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 07 aprile 2008
coccodrillo.jpg Nel sangue degli alligatori è presente una proteina che sembra in grado di combattere gravi infezioni come quelle che si riscontrano nelle ulcere diabetiche e quelle provocate da super-batteri resistenti ai farmaci. La scoperta è stata fatta da un gruppo di bioologi della Louisiana State University a Baton Rouge e della McNeese State University a Lake Charles, che l'hanno illustrata in una conferenza al congresso annuale dell'American Chemical Society.

Il loro studio, il primo ad analizzare in dettaglio le proprietà delle proteine presenti nel sangue degli alligatori, è partito dalla constatazione che il sistema immunitario di questi rettili è del tutto peculiare. A differenza da quello dei mammiferi e dell'uomo in particolare, esso è infatti in grado di combattere batteri funghi e virus senza dover essere stato esposto in precedenza ai diversi agenti patogeni. Gli scienziati ritengono che questa particolarità sia il frutto di un adattamento evolutivo volto a una rapida guarigione delle frequenti ferite che essi si procurano nel corso delle lotte per il territorio, lotte che avvengono in un ambiente particolarmente ricco di agenti patogeni di ogni tipo.

Mark Merchant, Kermit Murray e Lancia Darville hanno isolato da campioni disangue di alligatore i leucociti presenti, isolando quindi da essi diverse proteine attive. Testate in vitro, alcune di queste proteine hanno dimostrato di essere in grado, anche in piccole quantità, di uccidere una grande varietà di batteri, ivi incluso lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente, uno dei più diffusi e preoccupanti batteri antibiotico-resistenti.

Tali proteine hanno peraltro mostrato la capacità di combattere efficacemente anche otto differenti ceppi di Candida albicans, che rappresentano un problema particolarmente grave per le persone infettate dall'HIV. Alcune di queste proteine, osservano i ricercatori, sembrerebbero in grado, sempre in vitro, anche di contrastare l'azione di questo stesso retrovirus.

Ora i ricercatori stanno cercando di determinare con esattezza la struttura chimica di queste proteine - che hanno proposto di chiamare "alligacine" - e di determinare quali di esse siano le più efficaci, in vista della progettazione di nuovi farmaci antibiotici e antifungini. Se tutto andrà per il verso giusto, dicono i ricercatori, i primi farmaci di questo nuovo tipo potrebbero essere pronti entro sette-dieci anni.
Fonte - Le Scienze -

 
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