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Anche l'America scopre le staminali "etiche" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 09 giugno 2008
Nel mondo spira favorevole il vento della ricerca biomedica eticamente ammissibile. E l'Inghilterra, che con l'approvazione della Human Fertilisation and Embryology Bill ha appena oltrepassato i limiti di una scienza umanistica, si trova più isolata. L'ammissione della creazione di embrioni-chimera di tipo uomo-animale e la possibilità di produrre embrioni-gemelli clonati ad uso di pazienti compatibili, appena sancite a Londra, non viene seguita altrove, dal Giappone agli Stati Uniti fino all'Australia. Prendono piede, invece, nuove scoperte dall'applicazione della tecnica di riprogrammazione cellulare inventata dallo scienziato giapponese Shinya Yamanaka, che consiste nel trasformare le staminali adulte in cellule totipotenti, caratteristica tanto ambita dai biologi.
È notizia recente - pubblicata sulla rivista Stem Cells - la prima scoperta della creazione di cellule staminali adulte con una mutazione genetica, in questo caso l'anemia falciforme. Un team della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora è riuscito a produrre staminali adulte degenerate aggiungendo un gene alla combinazione di 4 geni con cui vengono riprogrammate le cellule al loro stato primitivo. In questo modo - spiega Linzhao Cheng, ricercatore della Johns Hopkins - «tali cellule potranno essere usate per testare farmaci e capire la patologia di questa malattia. In un futuro si potrà avere la possibilità di correggere i geni attraverso una terapia genica». Non solo: se la tecnica-Yamanaka è risultata positiva sulla anemia falciforme, vi è chi - come Deepak Srivastava, direttore del Gladstone Institute di San Francisco - sta cercando di applicarla alle sue ricerche sui disturbi del cuore.

A prefigurare un "boom economico" per la tecnica-Yamanaka è anche Jeanne Loring, direttrice del Centro di Medicina Rigenerativa del Scripps Institute in California: «Fin dall'inizio - ha detto a Bloomberg - si è capito che creare cellule totipotenti adulte sarà un business molto fecondo non solo per gli scienziati ma anche per gli imprenditori e per i sostenitori dei diritti dei malati».
Vi è inoltre, all'interno del milieu scientifico, un fiume carsico di sostegno alla tecnica Yamanaka: lo testimonia un articolo pubblicato di recente nella sezione Stem Cell dell'autorevole rivista Nature, sintomaticamente intitolato «Cresce l'entusiasmo degli scienziati per le cellule totipotenti indotte». Nel contributo si dà conto del successo delle scoperte dello scienziato di Kyoto, il quale prima ha applicato la sua ricerca sui topi, quindi - in contemporanea con James Thomson dell'università del Wisconsin - ha annunciato la possibilità di riprogrammare le staminali adulte umane per ottenere delle cellule totipotenti. «Il fatto che produrre cellule iPS (sigla delle cellule totipotenti indotte, ndr) non ponga problemi tecnici e etici rispetto a lavorare con embrioni sta portando un largo numero di ricercatori in questo ambito e sta facendo procedere la ricerca di riprogrammazione» si legge nell'articolo di Nature. Lo testimoniano i numeri forniti da Melina Fan, direttrice esecutiva di Addgene, il deposito non profit che distribuisce i trasmettitori virali per i geni di cellule riprogrammate: a metà aprile c'erano state 704 richieste di 178 laboratori afferenti a 142 istituzioni diverse per i trasmettitori di Thomson; 514 le domande per quelli di Yamanaka, giunte da 131 laboratori di 113 soggetti istituzionali. E nelle scorse settimane, a Kyoto, si è svolto il primo simposio internazionale sulla ricerca delle cellule iPS, «Fronteira e Futuro». Padrone di casa dell'evento, lo stesso Yamanaka, ma vi ha preso parte anche il celebre scienziato Rudolf Jaenisch del Massachussetts Institute of Technology di Boston; ad organizzare l'evento, tra gli altri, diversi ministeri del governo giapponese.

Anche a livello politico qualcosa si muove: in Australia per la prima volta una Camera federale ha bocciato la possibilità di procedere con le ricerche sulle staminali embrionali. Il parlamento del Western Australia ha deciso, con 18 no e 15 sì, di bocciare la deregulation bioetica già approvata in altri Stati come Canberra, Victoria, Queensland e New South Wales. Anche in America i sostenitori della ricerca scientifica etica hanno messo a segno un colpo importante: in Colorado, insieme al voto presidenziale di novembre, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sullo statuto giuridico dell'embrione grazie ad una petizione popolare che ha raccolto 103 mila voti, molti più dei 76 mila richiesti.

Intanto i vescovi americani stanno mettendo a punto un documento sulle cellule staminali. Durante la prossima riunione del 12-14 giugno a Orlando, i presuli cattolici pubblicheranno un testo di 7 pagine in cui fornire «un background per una maggior educazione pastorale sul perché le coppie cattoliche non debbano ricorrere ad alcune tecniche riproduttive», ha spiegato il cardinale Justin Rigali, presidente del Comitato per le attività pro-life della Conferenza episcopale americana. Nel documento si ribadirà la posizione della Chiesa su una ricerca eticamente ammissibile: «Il tema delle staminali non ci costringe a scegliere tra scienza e etica, tanto meno tra scienza e religione. Esso presenta una scelta tra come la nostra società perseguirà il progresso scientifico e medico. Dobbiamo cercare di ottenerlo in maniera responsabile, rispettando la dignità di ogni essere umano».
E' Vita - Avvenire

 
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