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| Allergie da pollini, è in arrivo il picco |
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| Scritto da Administrator | |
| lunedì 21 aprile 2008 | |
Milioni di italiani hanno già pronte scorte di fazzoletti di carta per porre rimedio ai primi sintomi dell'allergia. Aprile infatti apre la stagione dei pollini, che si concluderà soltanto tra ottobre e novembre. I disagi più comuni sono naso che cola, pelle arrossata, pruriti, occhi che lacrimano e tosse continua. "Tutto ciò accade perché con la primavera le piante fioriscono rilasciando così i pollini - spiega il dottor Renato Ariano, allergologo membro del comitato direttivo dell'Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri, responsabile dal 1980 del Centro di monitoraggio aerobiologico per pollini di Imperia -, questi penetrano nelle vie respiratorie irritando le mucose". Ciò non vuol dire che il freddo di questi giorni (12-16°) bloccherà la fioritura, anzi. Le piante prendono acqua e, non appena la temperatura toccherà i 20-22°, i loro fiori inizieranno a sbocciare per raggiungere il picco di concentrazioni polliniche (allergico) proprio nel mese di maggio.Le allergie più diffuse. Le allergie ai pollini interessano principalmente l’apparato respiratorio e sono causa di rinite allergica (il cosiddetto raffreddore da fieno) e attacchi di asma, ma possono dare luogo anche a dermatiti. “Negli ultimi anni le malattie allergeniche hanno avuto una crescita costante – continua Ariano – basti pensare che ormai il 30 per cento degli italiani ne soffre in maniera lieve, mentre l’8% ha serie difficoltà di respirazione”. A scatenare la reazione è l’esposizione a un certo tipo di polline che, a contatto con il soggetto allergico, induce l’organismo a produrre degli specifici anticorpi, le immunoglobine E (IgE). E così il sistema immunitario riconosce l’allergene e scatena una reazione infiammatoria. Le differenze tra Nord, Sud e Centro. Le allergie non sono uguali. Non tutte le piante infatti fioriscono nella stessa zona o nello stesso periodo. “Le graminacee, sia le erbe dei prati sia quelle coltivate, come il grano per esempio – aggiunge il dottor Ariano – sono localizzate nel Nord e nel Centro della penisola con una prevalenza del 60-70% e fioriscono tra maggio e giugno”. Mentre la Parietaria, della famiglia delle urticacee, è tipica dell’area mediterranea e della Liguria (50-60%) e inizia a sbocciare già a marzo ma raggiunge il suo picco tra maggio e giugno per poi riprendere a settembre. Invece la stessa pianta è meno presente nelle regioni centrosettentrionali dove attraversa il suo periodo critico ad aprile. “Tra le specie arboree, invece, – continua l’esperto – è la Betulla a preoccupare di più. Ha il picco proprio tra aprile e maggio e occupa uno dei primi posti per pollinosi nel Nord e nel Centro”. E tra le piante erbacee? “Un fenomeno di questi anni è la comparsa dell’Ambrosia, tipica degli Stati Uniti. È arrivata anche in Italia e i suoi pollini, molto aggressivi e presenti tra agosto e settembre, sono localizzati soprattutto al Nord”. Proprio per monitorarne l’andamento ci sono dei ‘bollettini del polline’ che consentono di essere informati sulle previsioni a breve termine della fioritura nelle diverse zone d’Italia (uno di questi è quello dell’Aaito: Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri). Tra le cure anche il vaccino. Le terapie più diffuse per curare l’allergia sono a base di farmaci antistaminici, decongestionanti, broncodilatatori e corticosteroidi nasali, ma in molti casi la cura migliore è la desensibilizzazione. “Questa terapia è stata considerata dall’Oms nel 1998 come un vaccino molto efficace contro l’allergia. È una cura preventiva – afferma il dottor Ariano – che consente, nel giro di due o tre anni, di attenuare o di eliminare il disturbo allergico”. In pratica si somministra l’allergene in gocce, per via orale, oppure con un’iniezione sottocutanea e l’organismo impara a riconoscere l’agente estraneo tanto da non avere più una reazione allergica. Gli effetti collaterali sono lievi, solo in pochissimi casi il paziente non reagisce al trattamento. “L’unico problema – conclude lo specialista – è che la terapia è molto costosa e non è rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale. Un ciclo infatti dura circa 4-5 mesi per un costo di circa 320 euro. Se si considera però che ci sono piante, come la Parietaria, che fioriscono tutto l’anno allora il tempo della cura si allunga e con esso cresce il costo che arriva anche a toccare 600 euro”. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie allergiche e sull’importanza di adeguate terapie, come quella desensibilizzante, la Federazione delle Società Allergologiche (AAITO, SIAIC E SIICA) ha organizzato sabato 17 maggio 2008 la Giornata nazionale delle allergie. Nella giornata dell’Allergy Day gli esperti offriranno una consulenza gratuita per valutare, dopo aver compilato un questionario, il rischio allergico dei cittadini che si presenteranno. Fonte - Kataweb salute - |
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