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| Aborto e dintorni: oltre la cronaca |
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| Scritto da Administrator | |
| martedì 18 marzo 2008 | |
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Le coordinate temporali - I fatti di cronaca rilanciati dai mezzi di informazione sembrano agire come una sorta di buco nero temporale, che attira su di sé, rendendoli contemporanei, tutti gli altri eventi ad esso collegati. Una settimana fa si toglieva la vita il ginecologo genovese Ermanno Rossi, indagato per aborti clandestini praticati in una clinica privata. L'ondata opinionistica generatasi dell'episodio ha quasi istintivamente collocato tutta la vicenda degli aborti clandestini all'interno del dibattito degli ultimi mesi (moratoria, lista per la vita et similia). Fino all'eccesso patologico di Miriam Mafai su Repubblica, che si scaglia contro quello che a suo dire è il vero colpevole dell'intimo (e a tutti noi sconosciuto) dramma del povero Rossi, vale a dire la campagna «forsennata» contro la 194. Guardiamo, a titolo esemplificativo, un aspetto della vicenda. Coinvolta nelle indagini è tale Susanna Torretta, che (per chi ha poca confidenza con l'intrattenimento televisivo) risulta essere stata partecipante alla prima edizione del "reality-show" di Rai Due denominato «L'isola dei famosi», in qualità di amica della contessa Vacca Agusta. Pare che sia ricorsa all'interruzione di gravidanza, garantita in tempi rapidi, proprio per non dover rinunciare alla prosecuzione della sua incipiente carriera televisiva. Saremmo dunque a un di presso intorno alla data della sua partecipazione al reality, anno 2003. L'indicazione cronologica non serve tanto a scagionare da improbabili accuse gli attuali sostenitori della campagna "pro-life", quanto a rendersi conto che forse il problema sollevato dal caso di Genova merita di essere capito nelle sue ragioni profonde, oltre i furori dell'assoluta contemporaneità. Dall'Italia alla Spagna - Ma c'è da fare anche un passo al di là del nostro orticello italiano. Non troppo lontano: in Spagna, teatro della recente vittoria del laicissimo Zapatero. La stampa iberica (in particolare il giornale cattolico Abc, e il quotidiano El Mundo) ci informa in questi giorni di uno scandalo di fronte al quale l'episodio genovese impallidisce. Il medico peruviano Carlos Morin, nelle sue cliniche di Barcellona (già ribattezzate «cliniche degli orrori»), non solo violava sistematicamente la legge spagnola sull'interruzione di gravidanza, ma utilizzava pratiche talmente raccapriccianti che fatichiamo a riscriverle, e ve le riportiamo prudentemente con "copia-incolla" dai lanci di agenzia: «aborti praticati dopo l'ottavo mese di gravidanza, tecniche abortiste che prevedevano lo spezzettamento del feto "ancora vivo" con il bisturi e trituratrici industriali a quanto sembra utilizzate per eliminare i resti dei feti più grandi». Basta così. Tratto dal sito ilsussidiario.net il 17 marzo 2008 |
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