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Rassegna stampa
RISCOPRIRE LE ORIGINI CRISTIANE DELLE MODERNE CURE PALLIATIVE
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Esce oggi nelle librerie italiane “Vegliate con me”, il primo scritto in lingua italiana di Cicely Saunders (1918-2005), fondatrice del movimento hospice, che ha promosso e diffuso, prima in Inghilterra poi nel resto del mondo, le cure palliative, insieme di cure mediche, psicologiche, spirituali e sociali per i malati terminali. Il libro, curato da Augusto Caraceni, direttore della struttura complessa di cure palliative dell’Istituto nazionale tumori, porta a “riscoprire le origini cristiane delle moderne cure palliative”, il che, si legge nella presentazione, “non può essere un limite per chi non vive un’esperienza religiosa, ma costruisce indubbiamente per i credenti uno stimolo forte alla testimonianza”. Proprio nei giorni scorsi è stato approvato il decreto ministeriale sui “livelli essenziali di assistenza”, in cui si parla anche di cure palliative domiciliari, per le quali il decreto garantisce una copertura “24 ore su 24”. Un provvedimento per il quale la Società italiana di cure palliative e la Federazione cure palliative esprimono “soddisfazione”, auspicando ora “un’efficiente rete di assistenza” nel Paese per garantire a tutti i malati terminali, non solo oncologici, di scegliere “se concludere la vita a casa propria, adeguatamente curati, o in un hospice, con la garanzia di un ambiente accogliente e attento”.
Fonte SIR
 
Ru486, sono gli studi scientifici a condannarla
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ru486-1.gif E' di questi giorni la pubblicazione di un lavoro scientifico sulla Ru486 che fornisce al dibattito in corso nel nostro Paese un prezioso contributo. Si tratta di dati spesso taciuti dai media, che sembrano pubblicizzare la Ru come un prodotto sicuro ed efficace e probabilmente ripeteranno il leitmotiv nei prossimi giorni, in occasione dell'imminente visita in Italia di Etienne-Emile Baulieu, cui si deve la temeraria invenzione.

L'articolo compare sul nuovo numero dell'Italian Journal of Gynaecology & Obstetrics, pubblicazione ufficiale della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo). La Promed Galileo - Società medico scientifica interdisciplinare, ha costituito un gruppo per lo studio dell'aborto medico, composto da esperti in diversi ambiti, che ha realizzato una revisione qualitativa della letteratura sull'argomento.
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Ringiovanire le cellule, ma niente clonazione
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Era il 21 novembre 2007 quando il ricercatore giapponese Shinya Yamanaka annunciava al mondo la creazione delle prime cellule riprogrammate umane. Una scoperta di portata epocale, visto che per la prima volta si mostrava come fosse possibile ottenere - e studiare - cellule in tutto simili a quelle embrionali e tuttavia prelevate da tessuti adulti, evitando così la distruzione di embrioni.

Peccato che quel protocollo "etico", ben presto adottato da numerosi laboratori in tutto il mondo, sia passibile di pericolose manipolazioni, almeno secondo quanto ha tenuto a precisare lunedì lo scienziato americano Robert Lanza (noto per le sue controverse scoperte nel campo della ricerca sulle staminali) sul quotidiano britannico The Independent. Una particolare applicazione del metodo di Yamanaka, infatti, spianerebbe la strada alla clonazione, e in particolare garantirebbe ciò che nemmeno il padre di Dolly, Ian Wilmut, avrebbe mai creduto possibile: la creazione di "bambini su misura", con un Dna accuratamente selezionato in base alle esigenze dei genitori. L'ipotesi lascia perplesso Paolo De Coppi, chirurgo pediatra italiano trapiantato in Inghilterra e reso celebre dalla recente scoperta delle staminali nel liquido amniotico. Che sulle applicazioni della riprogrammazione cellulare e sullo stato della ricerca in campo genetico ha molto da dire.

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La dignità umana, base della biopolitica
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Pubblichiamo di seguito per la rubrica di Bioetica l'intervento di Carlo Valerio Bellieni, Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena e membro della Pontificia Accademia Pro Vita.

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Qual è la lettura più utile per i neoeletti al Parlamento e per ogni politico che si voglia avvicinare al mondo della biopolitica?

"Politici, non fermatevi a quanto riportato sui quotidiani o ai pareri di improvvisati esperti", viene da dire, ma andate alle fonti scientifiche dei temi caldi in biopolitica (aborto, eutanasia, droga...). Questo è certamente il primo appello per chi si muove nell'ambito della biopolitica. Ma certamente c'è di più: bisogna anche che i politici si rendano conto che ci sono delle basi da capire e imparare. Utile per questo è la lettura dell'ultimo documento del Consiglio di Bioetica del Presidente degli Stati Uniti, intitolato "Dignità umana e bioetica" (marzo 2008). La sua fondamentale utilità è chiara, e si capisce dalle parole iniziali scritte dal presidente del consiglio, Edmund Pellegrino: "alcuni pensano che la parola dignità umana ha perso il suo significato. Altri invece la vedono come un elemento irriducibile e identificante l'umana natura. (...) Ma ultimamente le questioni fondamentali in etica e in giurisprudenza saranno forgiate su ciò che pensiamo voglia dire "umano" e sul conseguente rispetto che debba essere dovuto alla umana persona".

Continua su ZENIT

 
Pillola e trombosi: relazioni pericolose
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(Corriere Salute)
E' vero che la pillola può aumentare il rischio di trombosi venosa? «La possibilità esiste» spiega in un'intervista video Lidia Rota Vender , Presidente dell'Alt (Associazione Lotta alla Trombosi) e responsabile del Centro Trombosi Istituto Humanitas di Milano, «perchè gli ormoni contenuti nella pillola anticoncezionale possono modificare la coagulabilità del sangue». Ma - ricorda anche l'esperta - il rischio è dettato soprattutto dalla coesistenza di diversi fattori, come sovrappeso, scarsa attività fisica, dilatazione delle vene delle gambe, abitudine a indossare biancheria intima o jeans stretti, o anche stivali stretti. Un'importante ruolo lo gioca anche predisposizione familiareGuarda il video

 
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